Mese: marzo 2014

Murphy va al concerto

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Assioma fondamentale di Betty sulla comunicazione

Puoi avere gli strumenti migliori del mondo, i musicisti più dotati, una voce meravigliosa e quant’altro. Se non mi comunichi nulla non lo farai comunque.

   Corollario Un artista deve avere qualcosa da dire prima di tutto il resto.

 

Legge di Battiato sullo spettacolo

Non è colpa mia se esistono spettacoli con fumi e raggi laser.

   Corollario Nemmeno se ci sono quelli con cambio di vestiti e coreografie.

 

Leggi sullla misantropia

1- Qualunque cosa tu faccia, non la farai lontano da me.

2- Ad ogni spintone, pestone, spallata ne corrisponde una uguale e contraria moltiplicata per un fattore dieci

3- Tanto più cerchi di concentrarti, tanto più aumenta il via vai

4- La birra e le bevande stanno bene addosso al vostro vicino

 

Leggi sul vestiario

1- Se avete una scarpa slacciata la perderete nella folla

2- Se indossate uno zaino vi si aggrapperanno in cinquanta persone minimo.

3- Il paio di scarpe di tela bianca cambierà inesorabilmente colore.

 

Legge di Mendehlsson sul matrimonio

Sposarsi è squallido. Fare la proposta a un concerto è anche peggio.

 

Legge di Martens

Le suole di scarpe non hanno un buon sapore, ma le assaggerete comunque.

 

Legge misantropica supplementare

Se pensate che a un concerto metal ci sia brutta gente, non siete mai stati a un concerto mainstream.

 

Legge di Hauger sull’orario

Qualsiasi cosa vi abbiano comunicato entrerete comunque dopo.

        Corollario Le porte si apriranno inesorabilmente nel momento sbagliato

 

Legge di Herz sull’udito

Il ronzio che sentite prelude a qualcosa di peggio.

 

Legge di Hogbow

L’organizzazione è un opinione

Osservazione di Mc Call-Johannsson

Se siete a un concerto metal, l’organizzazione è un pallido spettro

Chiosa di Reaper

Lo spettatore deve subire. Ed essere spremuto.

 

Teorema di Berlioz

Il volume non è mai alto abbastanza.

 

Legge di Wickers sulla durata

La bellezza di un concerto è inversamente proporzionale alla sua durata

 

Assioma di Morgensen

I gruppi di supporto sono inutili. Se non lo sono hanno suoni pessimi.

 

Osservazione di Kelvin

Il viaggio di andata è corto, quello di ritorno, infinito. Soprattutto se vi hanno rubato la macchina.

 

Buon concerto a tutti!

 

Se non è buono che piacere è?

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IL caffè!
IL caffè!

Cosa c’è di meglio di un caffè per risvegliare il suddetto zombie? Ah io sono abbastanza caffeinomane ma, in quanto tale, sono anche un purista di quelli rompiscatole. Non ammetto cialde, filtri e caffè solubili di sorta. Non esiste. L’idea del prezioso nettare filtrato caldo attraverso la plastica mi fa inorridire, l’idea di vederlo svilito da una eccessiva quantità di acqua, tanto per assomigliare a dei miscredenti qualsiasi di oltre oceano mi fa ribrezzo. Che poi ci si debba far dire dalla multinazionale di turno come gustare un caffè mi sembra una pura eresia.

Noi siamo italiani, il caffè ce l’abbiamo nel DNA, che diamine! Ci manca solo di produrlo, ma in questo il clima non ci aiuta. Per il resto il mondo ha solo da imparare. E sta cercando di farlo in un modo decisamente maldestro. Questa cosa delle cialde è tremenda. In una famiglia di tre persone occorre fare fuori tre cialde a volta?! E poi restare legati alla stessa marca di caffé… a vita? E se mi venisse voglia di berne uno da una miscela particolare, appena torrefatta e macinata in casa, come sarebbe canonico fare, che faccio? Rinuncio? Non scherziamo. Certe cose facciamole bere a mr. Clooney, per cortesia, e buon pro gli faccia.

Il caffè si fa con la macchina da bar! O al massimo con la moka. Tutt’al più con una bella napoletana che, tra l’altro, toglie anche il sapore di bruciato. E fine del discorso.

Meet me at the coffee shop, we can dance like Iggy Pop!!! (Rest in peace, Scott Asheton)

 

I, zombie

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Non sono morto, sono un non-morto. Mi rendo conto che adesso non posso ripresentarmi qui senza nulla da dire e con tante belle parole, neanche fossi una pessima imitazione di Troisi che si scusa per il ritardo. Eppure lo faccio perché, come scrissi ormai tantissimo tempo fa ad un’amica che gestiva, tra mille difficoltà, una fanzine, probabilmente esprimersi è quello che rende la vita maggiormente degna di essere vissuta.

E anche se spesso ultimamente mi frena la stanchezza, la scarsità di cose da dire o la pigrizia, questa è una cosa che non penso che cambierà mai, almeno per me. Alla fine cosa è vita e cosa non lo è, cosa è arte e cosa non lo è… le parole sono importanti, ma a volte non bastano, sono troppo limitate e confinano le idee. Mi piacerebbe avere in testa concetti talmente alti da non poter essere espressi a parole, spesso però il quotidiano finisce per invadere quegli spazi. Non è facile, davvero, arrivare a fine giornata e riempire un foglio bianco… ultimamente poi è quasi impossibile.

Magari davvero non sono vivo, davvero non so cosa voglia dire, non lo intuisco e non so parlarne.

L’ordine forse è una cosa sterile.

I massimi sistemi sono aria fritta. Forse.