Mese: giugno 2014

Die Explosion Im Festspielhaus

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Al teatro Smeraldo di Torino ci sono sedie strette e scomode, fuori piove e abbiamo prenotato la serata con un incredibile anticipo. Il parco del Valentino si accende di luci artificiali, alla discoteca adiacente c’è gente che arriva con Limo lunghe come autobus, e noi li guardiamo al riparo nella panda un tempo bianca, ora dello stesso colore dei cancelli.

E’ l’anniversario di uno dei gruppi che più abbiamo amato, sicuramente uno di quelli che ci hanno maggiormente conquistato dal vivo. Suonano strumenti autocostruiti, lamiere, tubi, molle e strani aggeggi rotanti. Sono gli Einstürzende neubauten e quel tre di giugno suonano per festeggiare i loro trent’anni di attività.  Il prossimo autunno ritornano, nel tempio della musica classica torinese.

Einsturzende Neubauten
Einsturzende Neubauten

Lo sapevo che questo digiuno concertistico non poteva durare e immagino ben pochi modi nei quali avrebbe potuto spezzarsi meglio. Ovviamente ci mettiamo in moto subito, probabilmente intuendo la portata della cosa l’Oltranzista risponde ad un mio sms, non solo: si avvia una discussione via-messaggini che ha dell’incredibile. Ceniamo e, dopo cena, i biglietti sono nelle nostre mani, ora inizia l’attesa… chissà dove sarà il posto che ci hanno assegnato?

Auditorium RAI
Auditorium RAI
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I had a lot of nothing to say

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In questi giorni rabbiuiati dalla scarsa ispirazione a scrivere, mi sono spesso trovato a riflettere sul futuro di questo blog, mi domando se il fatto di mantenerlo in vita nonostante la evidente pochezza di contenuti palesata nell’ultimo periodo, Mi domando che senso abbia. Ho ripreso a scrivere quasi per sfogo, ora non mi riesce più nemmeno quello, almeno non in pubblico. Ho continuato a scrivere per esprimermi e  adesso sono quasi totalmente assorbito da un nuovo lavoro e da nuove situazioni: passo tanto, tantissimo tempo davanti ad uno schermo durante il giorno che alla sera l’idea di rimettermici mi inquieta ancora di più.

Quindi ha senso questo spazio? La risposta è sì. E basta. Non so bene come riuscirò a gestirlo in futuro, ma è giusto che ci sia, anche solo perché mi piace l’idea. Perché c’è un film di Jarmusch che non riesco a vedere, perché ci sono ancora tanti dischi che non ho ascoltato, libri che non ho letto, posti nei quali non sono stato. Mi sembrano motivi sufficienti e, in fin dei conti, basta che paiano sufficienti a me.

Da qualche parte l’ispirazione arriverà, da un fotogramma, da un paesaggio, da un volto. Del resto di fare la fine del classico ingabbiato non ho voglia. In tutta la mia vita non ho mai avuto a che fare con i mutui, gli obblighi, le teste basse. Sto facendo nuove esperienze e, in molti casi, queste esperienze mi stanno mettendo in discussione. Nonostante questo credo che avrò sempre presente chi sono. Se i tool sono riusciti ad avere successo con uno dei testi più duri che io abbia mai letto, io posso ben trovare il mio angolo…

 

Sguazzare nel buio

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Invochi il buio ed il buio arriva. Inquietante. Un buio culturale intendo, mentale forse. Sono completamente assorbito da altro, altro che non sia leggere o scrivere, fortunatamente la musica si salva ma anche lì c’è un po’ di crisi. Intanto, tra improperi vari, mi lascia desolato il panorama concertistico, almeno delle due città vicino alle quali vivo: tutto sembra piuttosto morto, a Torino e Milano mancano solo i coyote che ululano e le balle di fieno che rotolano. Certo, ci sarebbe la festa dei solo macello il 25, ma al Magnolia (leggasi: altra parte della città) e di martedì? Rischio di non riprendermi mai più! A parte questo nulla che mi vada veramente di vedere…

E invece con la scrittura e la lettura non so cosa succede, comunque vado a periodi alternati da sempre, oltre a questo una simpatica febbre quasi fuori stagione, mi ha tenuto occupato una settimana e tossicchio ancora adesso. Almeno si prospetta all’orizzonte un viaggio tributo in Svizzera con l’Oltranzista per testimoniare il nostro cordoglio per H.R. Giger al Giger Museum. Dobbiamo organizzarci e quella è sicuramente la parte più macchinosa, anche perché siamo un po’ a corto di mezzi. Speriamo di farcela. Prima o poi riuscirò anche a scrivere buio invece di buoi.

Come avrete capito le idee al momento latitano e, ciliegina sulla torta, ho in testa una canzone tamarrissima di oscuro nu-metal… al diavolo:  dopotutto se si chiama xerosignal un motivo ci sarà.

Let them bodies hit the flooooor!