Avevo dimenticato la password

Postato il Aggiornato il

A volte, per giustificare le assenze, si inventano delle scuse.

Questa regge poco, anche se è quasi vera. La verità è che sono stato a corto di argomenti, di voglia di ispirazione di… occhi. Il nuovo lavoro cui devo aver accennato prima di mettere mi assorbe molto, soprattutto gli occhi, spesso non riesco nemmeno a tollerare l’idea di uno schermo oltre l’orario di lavoro, magari questa regge un po’ di più.

Poi, forse, si perde anche l’abitudine allo scrivere. E invece adesso mi sembra di avere mille cose da raccontare. Di tutte le cose successe mentre non ero qui a scrivere. Me ne è venuta in mente una e chissà perché, adesso magari suona anacronistica, visto che se ne è parlato e riparlato. La sera del Bataclan io ero a Venaria a vedere i Godspeed you black emperor.

Non sarebbe mai venuto in mente a nessuno di farci fuori, forse. Eppure aver assistito ad un concerto quel giorno mi ha messo i brividi, soprattutto quando ho appreso cosa era successo parecchie centinaia di chilometri più sù, nel cuore dell’Europa.

Ora probabilmente dovrei scrivere delle belle frasi sul fatto che nessuno ucciderà mai la musica o la libertà di espressione e blah blah blah. Non mi va la retorica. Mi annoia la correttezza a tutti i costi. I Godspeed sono un gruppo eversivo, scomodo, solo in apparenza etereo e atmosferico, io sono un semplice ascoltatore.

No non lo sono. Sono carne, sangue, ossa ed anima. Un’anima ferita e confusa, ma anche appassionata e partecipe. Soprattutto indomita, almeno nelle intenzioni. Un’anima che urla e tenta costantemente di espandersi e di non rimanere ferma, seduta sulle proprie sicurezze, sui propri punti di riferimento.

Un proiettile può bloccare tutto questo, il terrore può frenare questo impeto, la paura può spremere questo sangue fino a farlo diventare acqua. Sono vulnerabile. Ma non sono in grado di rinunciare a me stesso.

Non vi prometto che sarò qui spesso, ma vi ringrazio tutti.

2 pensieri riguardo “Avevo dimenticato la password

    Mira Queen ha detto:
    21 marzo 2016 alle 07:53

    Bentornato! e scusa se non ti ho risposto subito, ma ero stata rapita dagli alieni. 😉

    Dal vivo « Xerosignal 2 ha detto:
    25 novembre 2019 alle 11:22

    […] Godspeed you! Black emperor : L’ ensamble canadese rappresenta la supremazia assoluta della musica: minime concessioni ai singoli strumentisti e impatto corale debordante. Si muovono in sordina entrano sul palco trafelati e silenziosi come ombre e dal silenzio parte la loro progressione sonora senza eguali. Il termine “progressivo” è forse quello che li descrive meglio, ma nella sua definizione originale che poco ha a che fare con l’idea che ci si è fatti di questo termine per definire un genere  negli anni ’70. Pulite lo schermo da idee preconcette i GY!BE le trascendono con una naturalezza impressionante, la loro progressione significa proprio partire dal silenzio per arrivare ad un estasi sonora con pochi eguali nella scena attuale, tanto che vedendoli dal vivo (e azzardando un paragone) la cosa che mi sembra più vicina a loro potrebbe essere il “Bolero” di Ravel traslitterato secondo una decodificazione moderna, elettrica e appassionata:  un crescendo travolgente di emozioni. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...