Perle ai porci

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Dite la verità… sentite la mancanza del pippone annuale Radikvlt contro sanremo, vero? Ebbene quest’anno ho saltato l’appuntamento, però c’è qualcosa che comunque voglio dire, tanto le mie motivazioni per il boicottaggio totale e senza compromessi della manifestazione sono arcinote. Il festival è concettualmente insostenibile: falso, vuoto ed inutile, se non per conformisti col cervello spento che mandano avanti un’ idea reazionaria ed asservita della musica. Il peggio è che i fondi per mantenere il baraccone li sborsiamo tutti.

Ah scusate sono nuovamente partito in quarta, è più forte di me. Stavolta però vorrei parlare di due personaggi che, in crisi discografica e di idee manifesta, si sono piegati miseramente alla logica della visibilità a tutti i costi presentandosi al festival canoro più amato dalle cap… ehm, dagli italiani.

Franco alta energia aka Frankie HI-NRG: Franco, onestamente, godeva di tutta la mia stima: componeva rime nient’affatto banali, parlava di cose serie con una lucidità ed un cipiglio ividiabili. Non fosse stato per lui non ascolterei nemmeno quel poco di rap che ascolto. Avendo ritenuto per lungo tempo insoddisfacente il rap per via del fatto che mi sembrava campionato piuttosto che propriamente suonato, decido di vederlo dal vivo: una folgorazione. Mi aspettavo di vedere lui ed un DJ con i piatti e basta. Si presenta al Babylonia con una band di strumentisti più il DJ e suonano. Bravi, non saprei dirlo altrimenti: un concerto duro e serrato, senza fronzoli e troppe concessioni all’intrattenimento. Una prestazione propria di chi ha dei concetti chiari e vuole che passino al pubblico, che smovano le coscienze e facciano riflettere. Ne esco conquistato e, benché continui a non essere casa mia musicalmente parlando, da lì è un crescere di Beastie Boys, Cypress Hill, RUN DMC, Public Enemy ma anche Assalti Frontali e Colle Der Fomento (se qualcuno non se ne fosse accorto adoro “Adversus” senza ritegno). Poi il buio degli ultimi anni: dischi che si filano in pochi e che qualitativamente sono nettamente inferiori, poco ispirati e poco incisivi. Partecipa pure a sanremo e a quella manifestazione pessima di jovanotti, tra le polemiche. Avevo anche la mezza intenzione di leggere il suo libro ma, vista la comparsata della scorsa estate, sinceramente mi è passata la voglia. Mi mette una gran tristezza, ora come ora. Scriverà mai più un brano come questo?

Cristian Bugatti aka Bugo: Bugo è storia attuale ma solo per i meno attenti. Essendo molto vicini territorialmente parlando, sento circolare il suo nome più o mano dai tempi di “Sentimento westernato”, ovvero quasi dalla notte dei tempi. Ovviamente risulta sconosciuto alla maggior parte di coloro che seguono l’odiato festival, eppure mi ricordo ancora di quando me ne parlò un caro amico dicendomi di ascoltarlo. Anche qui mi conquistò, l’ovvio accostamento con Beck (quello di “Mellow Gold” più o meno) però nella mia testa Bugo era molto più loser: proveniva dalla provincia italiana il che, parlando di perdenti e di sfigati, è già un ottimo biglietto da visita: più o meno come venire da Aberdeen per un americano. Arrangiamenti lo-fi, insofferenza ostentata e apatia latente, aspetto trasandato e trasognato, si circondava di strumentisti underground seri (all’inizio lo supportavano addirittura dei membri dei leggendari R.U.N.I.) e incideva per un’etichetta (Bar La Muerte) che, credo, nessuno di voi abbia mai sentito nominare (e se l’avete sentita avete la mia stima). Insomma era un vero fenomeno underground i cui testi rimandavano a sfighe quotidiane, episodi insignificanti e figuracce varie, non impegnati, ma comunque assolutamente lontani dallo standard sanremese. Persi le sue tracce dopo un divertente concerto al Babylonia e l’uscita del suo quarto disco. Pensavo fosse scomparso. Invece ha ancora fatto qualcosa, perdendo ciò che lo rendeva particolare e quindi la stima di quelli che lo seguivano fin dall’inizio, cercando di incuriosire un pubblico più vasto, senza per altro riuscirci in modo significativo. Com’è finita lo sapete e io non commenterò… ma anche lui mi mette una gran tristezza, se ci penso. Almeno quella di questo brano fa sorridere, lui nemmeno più quello.

Quando Endrigo vinse il festival con la canzone che hanno rifatto quei due mentecatti, fuori c’era gente che protestava contro l’insensatezza del festival (era il ’68 o giù di lì). Oggi nemmeno più quello. Sono 70 anni che ci ingozzano con certa triste pochezza culturale. E quel che è peggio è constatare che pure gli alternativi lo seguono con la scusa dei percularlo. Bravi.

2 pensieri riguardo “Perle ai porci

    Pippo ha detto:
    12 febbraio 2020 alle 06:57

    Caro amico mio, ti dico che “quasi” già mi mancava il tuo pippone sanremese dove in modo manicheo separi i musicalmente puri da coloro che, ahi sacro orrore, partecipano al carrozzone della presunta canzone italiana.
    Non che sia particolarmente affezionato alla kermesse sanremese,anzi, ma devo dire che le “filippiche contro sempre e comunque” più divento vecchio e più mi suonano retoriche … anche perché il grande potere che abbiamo tutti noi, se una cosa non ci piace o ci trasmette idealmente l’orticaria, è quello di ignorarla; se invece di ignorarla siamo sempre lì incessantemente a puntare il dito o a puntualizzare forse agli altri viene anche il dubbio che la nostra sia una forma di gelosia.
    Permettimi di gettare anche io due piccole e insignificanti perle:
    1. che è vero che la kermesse sanremese è largamente finanziata dal servizio pubblico, e quindi in buona parte è pagata da noi cittadini contribuenti, ma è anche vero che almeno per me esistono altri innumerevoli programmi che non incontrano il mio gradimento (calcio, talent show, programmi di gossip, etc.). Esistono anche altri programmi che invece incontrano il mio gradimento. E quindi con buona pace di tutti posso permettermi di spegnere / accendere la tv secondo il mio gradimento. E se un giorno non incontrassi più programmi che incontrano il mio gradimento sul servizio pubblico, venderò/regalerò la tv e smetterò di pagare il canone.
    2. che gli artisti “duri e puri” forse non esistono più (se mai sono realmente esistiti in Italia). Il vero segreto che vorrei rivelarti è che tutti quanti, artisti compresi, hanno una bocca sotto al naso e delle bollette da pagare nel cassetto e quindi spesso tutti quanti devono fare i salti mortali, i patti col diavolo o le marchette pur di arrivare a fine mese. Se tu invece sei così illuminato che riesci ad essere un (artista) duro e puro e a vivere (della tua arte) senza nessun compromesso spiegaci come fai e illumina così anche tutti noi.

    con cordialità

    Pippo

      nxero ha risposto:
      12 febbraio 2020 alle 11:57

      Cordialissimi saluti Pippo,

      Per la gelosia non corro rischi. Mi vanto della mia immaturità nell’andare contro sempre e comunque al festival. A te sembra retorica e, anche ammesso che lo sia, a volte non è sempre detto che chi fa retorica sbagli.
      Il grande potere (e qui veniamo al punto 1) non sembra essere molto nelle mie mani se poi comunque qualcosa del festival mi arriva comunque. Mi darò all’eremitismo ma per ora mi riesce ancora scomodo. Per altre cose tipo calcio, reality et similia, ci sono riuscito abbastanza, per quella pagliacciata meno, come pure mi riesce poco non pagare il canone, primo perchè me lo estraggono dalla bolletta, secondo perchè tendenzialmente pago le tasse. Peccato che poi i soldi facciano spesso una brutta fine, ma questa è un’altra storia.
      Punto 2: ti risponderò parafrasando Mr. Pink: questo è il violino più piccolo del mondo che suona solo per i poveri artisti che fatalmente stanno morendo di fame. Ma fammi il piacere, esistono fior di musicisti che mantengono, tra mille difficoltà, i loro lavori parallelamente alla musica e non sono morti di fame. Se tenessi alla tua integrità saresti pronto ai sacrifici. E poi resta sempre il vecchio adagio di gucciniana memoria (ops uno che non ci andò mai al festival)

      Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
      voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
      Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
      un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

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