Alla faccia dei metallica

Formati della musica

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In un tempo di pandemia mettersi a discutere di musica potrebbe apparire superfluo, superficiale e fuori luogo. Ebbene non lo è. Perchè senza la musica la vita sarebbe un errore e non l’ho detto io, per tanto finché c’è vita c’è musica e, per quanto mi riguarda, spero che ce ne sia anche dopo. Ogni giorno siamo bombardati da tutti i lati da notizie sulla pandemia, da catastrofiche visioni e immagini tragiche. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, per un momento, può anche valere la pena distendersi un attimo con della buona musica, ma in quale formato? Visto che la maggior parte di noi si ritrova in casa mi verrebbe da dire che non esiste migliore condizione per riprendere in mano la vecchia collezioni di vinili e cominciare con gli ascolti mentre il vicinato spara robaccia a caso come dragostea din tei o altre immonde porcherie sonore, possibilmente sovrastando di gran lunga in volume una siffata immondizia sonora.

Del resto, volendo evitare qualsiasi tipo di commistione con altri esseri umani, l’ideale rimane scaricare musica da siti che, si spera, supportino a dovere gli artisti come bandcamp. Lo streaming, mi scuserete, ma non lo prendo nemmeno in considerazione. Una discografia degna di questo nome già stona in un HD o un SSD figuriamoci in uno spazio virtuale a pagamento. Con buona pace di tutti gli appartenenti a questo nuovo filone di pensiero cosiddetto minimalista che considera il supporto fisico uno spreco di spazio, io non permetterò mai che si venga meno alla copertina, ai testi e anche alla gioia di tenere in mano un disco nuovo. Al diavolo lo spazio, la tristezza che mi fa una casa senza dischi (senza stereo!) ma anche senza libri non posso spiegarla a parole. E mi spiace se è antiecologico, io sono già vegetariano (quasi vegano ormai) dal ’94: la mia parte l’ho fatta e continuo a farla, lasciatemi con i miei amati dischi.

Ma veniamo a noi, ecco una personalissima disamina dei vari formati di musica.

Vinile: Mi verrebbe da dire la definitiva esperienza sonora che potete fare a casa vostra. Il vero feticcio voodoo di ogni musicofilo che si rispetti: una copertina di un formato nel quale non è impossibile cogliere particolari invisibili altrove, una busta interna spesso non scevra da bellissime sorprese (e non sto parlando solo di Lies dei Guns’n’ Roses!) e poi il pezzo di vinile sempre meno nero. Nulla batterà mai il vinile per quanto mi riguarda. I Difetti sono che è estremamente fragile e tende a usurarsi man mano che viene utilizzato, ma se ne avete cura non vi tradirà troppo velocemente e vi garantirà una resa che un supporto digitale fatica ad offrire anche se, per essere apprezzata appieno, necessita di un impianto come si deve. Attualmente è un formato caro, impegnativo ma elegante e prezioso, io cerco di riservarlo solo a quei dischi che reputo veramente meritevoli… chessò avere il vinile di un disco mediocre non sarebbe comunque questa gran cosa.

Primo vinile preso: “Every Breath You Take” 7″ dei The Police

CD: Anche i CD sono una parte importante di me. Sono cresciuto con i CD in un’epoca in cui il vinile era pressoché scomparso per poi rientrare prepotentemente solo in seguito. Chiunque fosse stato adolescente o post- adolescente negli anni ’90 sicuramente ha avuto nei CD il supporto più popolare. Il vero pregio è che, se correttamente manutenuto, è pressoché eterno e non peggiora con gli ascolti, il difetto è che ha un suono “freddo” decisamente poco avvolgente, un po’ come la luce fredda delle lampade a LED: brilla senz’anima. La copertina ha un formato decisamente risicato anche se era bella l’idea del libretto interno piuttosto della busta dei vinili.

Nota: attenzione a comprare ristampe in vinile di dischi usciti originariamente in CD, mi è capitato con i Kyuss e devo dire che, in quel caso, i CD suonano molto meglio. Probabilmente il master della registrazione non era settato per le caratteristiche del vinile… Difficile a dirsi.

Primo CD : “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols

 

MC: Ultimamente c’è stato un ritorno a questo formato che, onestamente, tra tutti quelli fisici è quello che mi esalta meno, benché ci sia stato un periodo, all’inizio, dove non avendo un piatto, compravo praticamente solo cassette. La copertina è ridicolmente piccola (in certe cassette della EMI è ancora più piccola), la resa sonora scarsa e, al giorno d’oggi, non ha nemmeno più senso come supporto versatile per le registrazioni, quindi, nonostante il revival tendo a non considerarlo molto. Inoltre ha la sinistra caratteristica di smagnetizzarsi e le testine parimenti sono tutt’altro che eterne. Obsolete.

Prima cassetta presa: “Back In Black” degli Ac/Dc

MP3: Questa è storia recente… tutti conoscono gli mp3, si tratta di files compressi che tagliano certe frequenze per risultare meno “pesanti” in termini informatici. Sicuramente comodi per un utilizzo versatile per evitare di rovinare, portandoli in giro, i supporti fisici. In tempi di pandemia anche piuttosto antisettici visto che uno se li scarica direttamente sul PC, senza contatti fisici con i rivenditori. Tutto questo a discapito del fascino che è assolutamente assente. Personalmente mi servo, se possibile, da Bandcamp che mi sembra il mezzo anche più rispettoso nei confronti degli artisti. Se avete notizie diverse fatemelo sapere.

Primo MP3: Qualcosa di scaricato da Napster alla faccia dei metallica

PS: è stata rinviata l’uscita dell’esordio di questo affascinante progetto ma sono giorni che ho in testa questa canzone… dannato virus.