Bandcamp

In love with bandcamp!

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In principo era myspace, ora spero che bandcamp diventi il nuovo sito per la musica on-line. Mi trovo davvero bene ad usarlo ed è un mezzo efficace e veloce, non solo per promuovere musica, ma anche per venderla. Esistono download gratuiti per i gruppi emergenti, si possono pagare in media 10$ per i dischi nuovi in download, oltre naturalmente a poter ascoltare in streaming molta musica gratuitamente, il che è una manna per potersi far un’idea di un disco, soprattutto se, come il sottoscritto, il suddetto disco lo si deve poi recensire. Niente male davvero… anche se rimango formalmente piuttosto contrario al download come mezzo per usufruire della musica e, fermo restando che resterà tassativo l’acqusto del vinile (possibilmente, per i gruppi maggiormente tenuti in considerazione… a proposito: proprio qualche giorno fa ho fatto mio 00void dei sunn 0)))!) o, male che vada, del CD, farsi un’ idea preliminare non è male o passare all’acquisto del download se si è un po’ “a corto”, non si è totalmente certi dell’ acquisto dell’ originale o lo si desidera avere in tempi brevi, che anche il più fulmineo dei negozi on-line non è in grado di offrire, ebbene bandcamp è la risposta e speriamo che si diffonda sempre più!

Inoltre è uno strumento molto interessante per chi si deve far conoscere, visto che spedire i demo a casa dei fan è un gesto di una poesia assoluta, anche se, purtroppo, piuttosto costoso e poco attuale. Grazie a Bandcamp ho conosciuto bands interessanti come Liberteer, High Priest Of Saturn e Tryals e spero di conoscerne molte altre nel futuro. Altra cosa positiva risiede nel fatto che lo slogan del sito recita Discover new music and directly support the artists who make it, che appare un proposito altamente perseguibile per “azzerare la filiera” come si direbbe in ambito agricolo. Non tutto il download viene per nuocere, dunque… senza scordarsi l’importanza ricoperta dalla storia del gruppo, dai testi dei brani e dell’iconografia che necessariamente DEVE accompagnare l’uscita discografica.

P.s.: Mentre scrivo questo blog ha raggiunto l’inquietante cifra di 666 viste da quando è su wordpress!

i-crap

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Qualche mese fa l‘isteria collettiva ha colpito tutti quanti alla morte di Steve Jobs, questo è indiscutibile. Come è indiscutibile che io non voglia avventarmi come una iena su questo fatto, la morte di qualcuno merita rispetto, sempre e comunque, questo non è in discussione, non venga in mente a nessuno di pensare differentemente.

Tuttavia, se posso dire la mia, penso che la Apple non sia stata esattamente una manna per una delle forme d’arte che mi sta più a cuore e cioè la musica. A parte che, alla morte del suddetto, le librerie si sono riempite di tomi dal titolo agghiacciante di “Pensare come Steve Jobs” e non si capisce perche io dovrei ridurmi ad uccidere la mia personalità e pensare come qualcun’altro, seppure tutto il mondo lo consideri un vincente il che -di solito– fa sì che io lo consideri un perdente, anche se in questo caso non sono acculturato a sufficienza per esprimere un parere circostanziato a dovere.

Comunque sia, voglio dirlo una volta per tutte, un i-pod ed il download NON SONO il modo migliore di fruire della musica. Se mi viene chiesto, per me, l’idealità sarebbe un amplificatore valvolare, due buone casse in legno solido ed un piatto per i vinili decente. Ma neppure il CD è tanto male (alla fine mi sono appassionato alla musica negli anni ’90!). Il punto comunque è che la musica, in se stessa, non basta. Molte delle persone che friuscono delle musica oggi giorno finisce per essere assuefatte a suoni plastificati e scadenti, alla scarsa considerazione di cose fondamentali come la progressione del suono di un gruppo, quello che intende comunicare nei suoi testi (sempre più ridotti ad un orpello insignificante), l’artwork in copertina… e poi come suona senza avere delle frequenze inesorabilmente tagliate, senza nessuna pietà.

A volte va bene farsi un’idea in questo modo e non voglio dire che il downloading sia da condannare incondizionatamente (un sito come bandcamp.com offre musica in un modo eticamente corretto e mp3 di qualità accettabile) soprattutto quando si vuole conoscere un gruppo senza averne mai ascoltato una sola nota, ma quando si è deciso di fare sul serio occorre andare in profondità, occorre conoscere la storia di un gruppo, emozionarsi di fronte ad una copertina, scandagliare le loro parole e ascolarli come si deve, se li sentiamo vicini a noi è una cosa che dobbiamo ai gruppi che abbiamo deciso di seguire. Mercificare una delle forme di comunicazione più alte che ci possano essere è un crimine, almeno su queste pagine.