Bill Laswell

Ricollaborazioni possibili

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Quello che si può vedere qui a destra è un flexi-disc (che purtroppo non ho) uscito nell’anno 1990, per la Earache Records di Digby Pearson ed è la prova fisica della collaborazione di un sassofonista jazz (John Zorn) e il gruppo padre del grindcore Napalm Death. Quando venni a sapere della collaborazione pensai che mi stessero prendendo in giro, invece era vero! Finii per cercare tutto il cercabile sul sassofonista americano e mi si spalancò un mondo davanti.

Ovviamente sapere ed ascoltare tutto di un pazzo logorroico (sia detto col massimo affetto, malpensanti!) che ha all’attivo più di 100 lavori, nei campi più disparati è un’ impresa titanica a dir poco (mi viene in mente il cofanetto da 50 CD di Frank Zappa… ma siamo matti?!) ma almeno i Naked City e “The big gundown”, il disco ispirato (e apprezzato) da Ennio Morricone arrivarono a me povero incolto musicale. Coi primi fu amore a prima vista! Come non innamorarsi di un gruppo del genere… il primo disco mi fece impazzire con riproposizioni come questa:

Immediatamente in grado di far perdere la testa a chiunque, mentre con Morricone era già amore dichiarato e vederlo reinterpretato da una simile mente non poteva non conquistarmi.

Poi i Painkiller, dove Zorn collabora con Bill Laswell e Mick Harris, non sarebbe nemmeno necessario parlarne. Brutali.

Fin troppo evidenti poi i parallelismi con Mike Patton (altro collaboratore) e i suoi Fantômas, i quali, in un album, sono addirittura alle prese con le musiche da film, esattamente come i Naked City… Insomma un vero e proprio orizzonte dischiuso che, di fronte al suo rinnovarsi, nel nuovo disco dei Napalm Death non può che lasciarmi un sorriso compiaciuto sulle labbra.