Cannibal Corpse

Musica per organi freddi

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Nemmeno negli anni d’oro del movimento il black metal ha mai fatto troppa presa dalle mie parti. Anzi. L’ho sempre considerato musica per personaggini equivoci, per gente che fa della posa un’attitudine al punto di venerare satana senza nemmeno avere un minimo di retroterra culturale per capire cosa voglia dire, per gente che si trincera dietro corpse painting e pose malvage per nascondere la propria pochezza, per gente a cui piace provocare gli altri ma non è in grado di sostenere uno sguardo o argomentare un discorso, senza contare (perché sono palesemente fuori scala) quelli che proprio spensero il cervello facendo fuori persone e bruciando chiese. Adesso che a tutto questo si sono aggiunti (o c’erano già prima?) hipster, psicolabili, gente con idee reazionarie e altri discutibili (e rincoglioniti) figuri siamo messi ancora peggio.

Anche dal punto di vista musicale non mi sono mai piaciuti:

-Il cantato in screaming

-Il tono acuto delle chitarre

-Gli inserti tipo folk o neo folk (qui si tratta di metal estremo e alzateli sti cazzo di ampli!)

-Le derive sinfoniche (ancora peggio del folk)

-Le produzioni plastificate di mr. Tägtgren e della Nuclear Blast

-Le infinite dispute sul fronte trve/untrve (vedasi anche Batushka, di recente)

E pensare che le origini del movimento mi piacciono: io adoro i Celtic Frost e anche i Bathory… eppure, fatti salvi certi capi imprescindibili (Dark Throne, Mayhem…) tutto il resto mi risulta indigesto. Non che voglia fare una pessima generalizzazione del discorso, ci saranno sicuramente persone meritevoli nel giro black e poi c’è chi risolleva un minimo la situazione rinverdendo la formula vedi Klevertak e, perché no, Whiskey Ritual, chi invece lo prende come punto di partenza per giungere a risultati sublimi (…In The Woods, Ved Buens Ende/Virus, Ophthalamia) però per me qualcosa non torna ed è inutile: se voglio sentire qualcosa che davvero metta tutto sotto i propri cingoli mi tocca rivolgermi altrove. Al caro vecchio Death Metal, al fedele compagno Grindcore. Non c’è partita. Anche una cosa quasi universalmente riconosciuta come la tamarraggine scassatutto di “Panzer division marduk” alla fine non fa presa su di me. Ho un disperato bisogno di growling iper-gutturale, chitarre a motosega (grazie Tomas Skogsberg) e batteria a maglio.

Capita che  ogni tanto io, non dico mi dimentichi, ma metta da parte tutto questo. Tuttavia alla fine qualcosa giunge a sussurrarmi che avevo bisogno di della sana violenza messa in musica. ontro il logorio della vita moderna è meglio del Cynar, non me ne vogliano Ernesto Calindri ed Elio. Soprattutto meglio la violenza messa in musica che prendere a sprangate il prossimo. Questo è un messaggio che non è mai passato: non parlo per gli altri, ma per il sottoscritto questa non è incitazione alla violenza, è un modo per non diventare violenti:

Non sopporti la merdosa proposta musicale di radio e televisione? Metti “Left Hand Path” e subissali di volume.

Il lavoro ti opprime e non ne esci? Prova con “World Downfall” sparato al massimo.

Gli amici si imborghesiscono e svaniscono nel nulla? Credo che “Cause Of Death” faccia al caso tuo.

Ti fregano il parcheggio? Abbassa il finestrino e fai un furioso headbanging sulle note di “Hammer Smashed Face”, ti sentirai subito meglio.

Continuano a cercare di importi scelte non tue? Insistono nel dirti che musica ascoltare, come vestirti, cosa leggere, in cosa credere? La risposta è ovvia: lascia che siano i Nasum a chiarire il concetto:

 

Quale sogno sublime potrebbe essere rispondere a tutti i fastidi alzando il volume e zittendo tutti? Sarebbe una gran soddisfazione di sicuro. Ogni qualvolta la situazione si fa pesante, la manopola è la soluzione.

Ora (Grazie a Blogthrower per avermene parlato) abbiamo un nuovo gruppo che può accostarsi alla schiera e farci scapocciare tutti quanti alla faccia delle disavventure quotidiane. Benvenuti Thulsa Doom !

 

 

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Sensi unici

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Per questa mia uscita parto dal commento di Pippo, avevo cominciato a rispondere con un commento, ma il discorso è troppo lungo allora riporto il suo e a quello rispondo:
Carissimo, permettimi di dirti che questi tuoi post in cui ti scagli contro chi non la pensa come te danno un impressione abbastanza puerile. Se una cosa non ti piace puoi decidere di non seguirla. Considera che ciò che non piace a te magari piace ad altri e viceversa. Credo che prima di tutto ci vada il rispetto perché in mancanza di esso si generano l’intolleranza e l’odio. E la musica qualunque essa sia non nasce per dividere ma per unire le persone.
Per quanto riguarda la cultura musicale tu sei convinto di averla ? Io credo che aver cultura musicale voglia dire conoscere la musica a 360 gradi senza preconcetti. Anche ciò che non piace o che non suscita emozioni. Cultura vuole dire coltivare e conoscere, e come si fa a conoscere se ti scagli in maniera preconcetta contro chi non la pensa come te?
Saludos
Innanzitutto saluti ricambiati, tra alti e bassi mi pare che Pippo sia uno che legge con una certa assiduità e la cosa non può che farmi piacere, quindi grazie anche per il tono del messaggio che mi permette di riprendere e fare chiarezza su certi punti espressi.
Il mio non è un attacco alle persone quanto al diffuso modo di pensare del paese in cui vivo. Son pieno di amici che ascoltano vasco e che insulto per questo regolarmente, ma non mi permetterei mai di attaccarli al livello personale: poveretti son figli dalla nostra cultura, che devono fare. Poi non è bello sparare sulla croce rossa, decisamente è da vigliacchi. Ovviamente sto scherzando.
Tempo fa la pensavo come te, ovvero ritenevo fosse puerile un atteggiamento come quello del mio post. Adesso sono dell’avviso opposto: tutta la correttezza insincera che si è instaurata negli ultimi anni ha fatto si che tutti si trincerino dietro a esternazioni che si guardano bene dall’esprimere il loro reale pensiero per evitare che tizio o caio si sentano offesi. In realtà a me questo sembra un atteggiamento puerile. Son punti di vista ma, per quanto mi riguarda, preferisco dire le cose in faccia esprimendo il mio pensiero senza curarmi di poter offendere qualcuno. Non mi trincero dietro una supposta correttezza perché mi sembra una scelta di comodo, un bel giorno non metteremo mai nulla in discussione di questo passo. E questo è un errore, perché la mancanza di confronto genera un’aridità culturale che mette paura. Non discuto di avere un atteggiamento se vuoi grezzo, sprezzante ed a tratti arrogante, ho un carattere dimmerda non ci posso fare molto. Del resto l’hai detto tu: se una cosa non ti piace puoi anche non seguirla.
E qui sta un’altra parte del problema, ovvero: il rispetto non è una strada a senso unico. Tu puoi anche decidere di non seguire questo blog. Dimenticatene: è una cosa piccola lo leggono in pochi, non ti verrò  a cercare, sei stato libero di scegliere. Io no! san remo e vasco, me li ritrovo dovunque praticamente da quando sono nato. Certo potevo diventare un eremita, azzerare tv, radio e giornali, ma comunque per mantenere quel carrozone inutile avrebbero attinto alle mie tasche, quindi dove sta il rispetto nei miei confronti che non ne voglio sentire parlare, figuriamoci mantenerli? Dove sarebbe il rispetto nei miei di confronti quando da sempre mi sento dire che la musica che ascolto è musica da drogati, delinquenti, satanisti, sovversivi, reietti, sfigati… dico abbiamo mai preso un caffè assieme che potete giudicare i miei gusti o la mia persona? Chi sarebbe che ha dei preconcetti?
Per quanto concerne la cultura musicale… dall’89 circa ad oggi seguo concerti, compro libri e riviste e dischi in quantità copiosa, quindi sì ritengo di avere una discreta cultura musicale. Sono cresciuto in un’ epoca in cui gli acculturati in materia musicale in Italia si chiamavano Mario Luzzato Fegiz e non Lester Bangs, non so se mi spiego. Se quelli come Fegiz svengono ritenuti acculturati, allora quasi quasi è meglio essere ignoranti. Hai mai letto un suo articolo sul metal? All’epoca c’erano grasse risate da farsi. Conosco gente che ascoltava certa musica di nascosto. Questo per via della cultura dominante che era molto più refrattaria e preconcetta di quanto lo sia io. Che poi preconcetto mi ci sento fino ad un certo punto visto che, seppur controvoglia, di certe cose continuo a sentir parlare anche se vorrei farne a meno, certa musica la butti fuori dalla porta e ti rientra dalla finestra. Fortunatamente quest’ anno ho saputo poco su san remo ma due cose mi sono arrivate e mi hanno fatto inorridire: la partecipazione dagli Zen Circus e poi l’apice, ovvero Mr. Baudo che presenta la canzone di Baglioni definendola la canzone d’amore del secolo cancellando, con un colpo di spugna ridicolo, John Lennon (“Real love” è la mia canzone d’amore del secolo, detto per inciso), Elvis Presley, Johnny Cash, Serge Gainsbourg, Nick Cave, I Depeche mode oppure magari De André, Tenco o Gino Paoli… devo continuare? Sentite queste due cose dovrei anche approfondire per amore di non-cultura? A mio parere la vita è troppo breve per ascoltare roba che non ti piace, se sei un ascoltatore vorace la vita è troppo breve anche per ascoltare solo la musica che ti piace.
Non sono d’accordo nemmeno sul fatto che la musica dovrebbe unire e non dividere. Per conto mio la musica dovrebbe arricchire e far riflettere, se poi dalla riflessione arriva una divisione pazienza, non siamo fatti per essere sempre d’accordo su tutto. E meno male.
Per amore di scorrettezza segue ora una play list con tutte le canzoni più scorrette che mi sono venute in mente.

E ho lasciato fuori G.G. Allin e Seth Putnam perchè non mi piace vincere facile.

 

Body Worlds: anatomia o spettacolo?

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Body Words: I giocatori di poker
Body Words: I giocatori di poker

Ebbene sì: dopo anni di Carcass, Autopsy e Cannibal Corpse, vendiamo la nostra anima all’ hype e andiamo a vedere questo Body Worlds! Credo che, visto il successo, bene o male, ogni lettore abbia una mezza idea di cosa si tratta… si tratta di una mostra di cadaveri trattati in modo che non possano decomporsi (in effetti manca la componente olfattiva tipo “Reek Of Putrefaction”!) veicolando resine plastiche all’interno delle cellule umane.

I corpi sono stati donati volontariamente al progetto a scopo divulgativo, soprattutto dal punto di vista anatomico, e quando si eleva l’obiezione che comunque esistono i modelli, la risposta classica che si riceve è che ogni corpo è diverso, con le sue peculiarità… e va bene.

Personalmente, nonostante le ambigue frequentazioni musicali di cui sopra, avevo più di una remora prima di andare a vedere la mostra. Anche se i corpi sono stati donati spontaneamente all’inventore della tecnica, avvertivo il disagio di “spiare” all’interno del corpo di un altro essere umano, una cosa che va anche oltre la pornografia probabilmente. Mi sembrava una sorta di curiosità morbosa e andare alla mostra sarebbe stato anche un modo di verificare le mie reazioni a riguardo… queste ultime mi incuriosivano forse più della mostra in se stessa, ma tant’è.

Comunque ci si presenta verso le tre del pomeriggio alla fabbrica del vapore, nelle vicinanze -ironia della sorte- del cimitero monumentale, e la coda arriva già alla metà del cortile interno indisponendomi un minimo, visto che contavo sul fatto che, essendo aperta già da tempo, il flusso dei visitatori fosse scemato: nemmeno per idea. Davanti a me, un simpatico gruppo di ragazzine, una delle quali è appena riuscita a sborsare 120€ per un paio di anfibi, mi lascia piuttosto indifferente, tuttavia se sporgo la testa in avanti riesco a vedere che in fila c’è anche l’allegro Faso di Elio e le Storie Tese, con la sua famiglia al seguito. Non ritengo cortese importunarlo e meno che mai presentarmi come bassista al cospetto di cotanto musicista, che usa uno strumento con ben due corde più del mio!

Dopo circa un’ora, guadagno l’entrata ed inizio il mio giro, accorgendomi da subito che sarà difficile riuscire a visitare tranquillamente l’esposizione a causa del numero di persone che affollano gli ambienti: non che siano invivibili ma un tantino scomodi, questo sì. Se si considera poi che lo sciame dei ragazzini entusiasti finisce per avvolgerti in un “caldo” abbraccio ogni volta che approcci una teca, forse si riesce a rendere l’idea del clima. Rinuncio da subito a leggere per filo e per segno le didascalie e mi muovo circospetto con movimenti inversamente proporzionali a quelli dell’agglomerato umano, tentando un approccio meno stressante alla mostra. Operazione che non fallisce del tutto ma nemmeno riesce: pazienza.

Le mie reazioni sono sotto monitoraggio e la sensazione che prevale, alla fine, è l’indifferenza, lo devo dire. Alcune cose mi disgustano (tipo un’aorta aperta e messa lì), altre mi interessano (come i plastinati che mostrano il corpo durante certe attività fisiche tipo il basket o il tiro con l’arco) o mi incuriosiscono (i vari organi attaccati dalle malattie, le protesi e i pace-maker montati negli organi) altre mi fanno venire dei dubbi. Tipo l’immagine che vedete in testa: se lo scopo è quello di mostrare l’anatomia, che senso ha mostrare i tre cadaveri mentre fanno una partita di poker o uno scacchista solitario? Inoltre perché sono stati plastinati anche degli animali che, evidentemente, non  hanno mai dato il consenso? E’ davvero il caso di aggiungere anche una componente pseudo-spettacolare alla cosa? La domanda resterà senza risposta e il giudizio mio personale sulla mostra un po’ dubbio.

Se da una parte trovo appagata la mia curiosità circa la morfologia reale del corpo umano, peraltro ben esplorata in un plastinato costituito da un uomo “esploso”, dall’altra non mi convince, e credo che questo non stupisca nessuno, la componente smaccatamente spettacolarizzata della mostra, per non parlare del business che, indiscutibilmente, emerge visto che, all’ uscita, la coda aveva raggiunto ormai la fine del cortile. Se davvero l’intento era quello divulgativo non sarebbe stato auspicabile un prezzo un tantino inferiore ai 15€, considerato anche il fatto che non ci troviamo di fronte ad una mostra mastodontica? Il corpo di una persona, sia pure donato spontaneamente e a fini espositivi, non dovrebbe essere trattato con maggior rispetto, piuttosto che fargli assumere pose inutili dal punto di vista didattico?

Super mario metal

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All hail Mario the king of metaaaal!!!

Confessatelo: avete perso ore davanti al magico tubista Mario e al suo parente stretto Luigi… quello che non sapevate è che dopo mille avventure, innumerevoli mondi, funghetti (!!!), tartarughe e quant’altro, il personaggio ideato dalla nintendo è anche autore di alcuni tra i più famosi cavalli di battaglia dell’heavy metal!!! Non ci credete? Rimanete scettici? Eppure, anche se non lo confesserebbero mai, i vari Iron Maiden, Judas Priest e compagnia gli devono tutto! Vi sento ancora increduli, con le vostre sopracciglia inarcate: eppure tutto ciò è ampiamente documentato su you tube!

Ecco solo alcuni esempi:

5. Cannibal Corpse: “Hammer smashed face” (3:28 Hurry up!!!)

4. Guns And Roses: “Welcome to the jungle” (1:02 Knees, kneeeeees!!!)

3. Judas Priest: “Painkiller” (2:08 Yeah! se possibile a 8 bit riescono anche a piacermi)

2. Iron Maiden: “Run to the hills” (0:42 Hurry up again!!!)

1. Slayer: “Angel of death” (3:33-!!!- The final rush!!! tutta, comunque, è un capolavoro!)