Depressione Caspica

Punto di partenza

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Ciò che deve accadere accade. E quando hai cullato un sogno per un momento, sei stato in uno stato di grazia, hai pensato che dal letame potessero nascere i fiori o hai ritenuto, sempre a torto, che tutto facesse parte di un disegno ultraterreno, che ogni cosa si spostasse in un unica direzione: avesse finalmente un senso ogni sforzo fatto per essere attento, per essere padrone di te stesso, forse anche nella speranza che qualcuno potesse apprezzare semplicemente quello che nascondi nel petto… quando hai fatto tutto questo prima o poi il momento nel quale la realtà ti ripiomba addosso arriva.

Perchè l’idillio fatalmente, giustamente si è spezzato. E tutto quanto riaffiora. Riaffiorano inutili relazioni interpersonali basate sulla noia, serate colme di vuoto da colmare alternativamente con parole inutili, locali affollati, alcool, pensieri squallidi, disgusto per l’umanità, sigarette amare fumate da tutti gli altri,  sensi di nausea, disagio e paranoia.

La vita di prima insomma, quella dalla quale sei fuggito, ma che finisce sempre per riattrarti come un gigantesco elettromagnete farebbe con carcasse ferrose d’automobile. Probabilmente è nell’ordine delle cose che una calamita attragga il ferro e non l’oro e l’alchimia ha già fallito miseramente secoli fa… solo che non posso pensare che ci sia solo questo nel mondo, non posso pensare che tutto quanto finisca sempre e comunque per appassire verso la stessa, degradante, umiliante tonalità di grigio. Eppure lo fa.