E l’asina vide l’angelo

Downfall

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E mentre parlo i corvi si sono giocati i miei occhi. Come un paio di brutte monete rotolano ed aspettano, mentre il fumo ondeggiante si arriccia e muore sopra di me. Ora io lo vedo oscurarsi e son sprofondato solo per un quarto, giù, o quasi. Sempre più giù, io vado.

(“E l’asina vide l’angelo”, Nick Cave)

L’occhio che i corvi si sono giocati

A volte non bisognerebbe avere occhi per vedere, mani per salutare, sentimenti per soffrire, coltelli affilati per potersi ferire. In un lampo ogni cosa crolla dentro, la sicurezza vacilla e l’equilibrio si vanifica …da qualche parte nell’orecchio interno l’incantesimo si spezza e le ginocchia cedono fragorosamente sul nero dell’asfalto e la tua immagine riflessa non può che resistere un attimo prima di fratturarsi e andare in pezzi. Fatalmente il sorriso si infrange e si spegne ogni cosa attorno. E si palesa la mancanza, il vuoto in tutta la sua magnificenza inversa.