Easy Rider

On the road again

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Cartello fuorviante!

C’è gente che si fa il giro del mondo in bici, gente che parte per il mardì gras a New Orleans, io mi sto esaltando per una trasferta di circa 100 km in scooter. Gli sfigati esistono. Però l’idea di percorrere tutte le risaie della bassa vercellese/novarese e poi puntare verso l’alto non mi spiace affatto. Se non lo facessi in scooter probabilmente mi squaglierei dal caldo, quindi la scelta è piuttosto obbligata. Eppure è la prima gita fuori zona con questo scooter, è probabilmente questo che mi esalta.

Livello olio controllato, cavalletto ingrassato, freni, luci e assetto generale sembrano a posto, devo solo ricordarmi di controllare la pressione delle gomme domattina, una tende a sgonfiarsi un po’ ma in un tempo piuttosto lungo quindi si può soprassedere. Lo zaino attende e mi farà da co-pilota, gli ho trovato una comoda posizione eretta sul sedile del passeggero che sembra sicura, oltre che co-pilota anche schienale… ci siamo. Mancano ancora alcune cose e poi sarà completo.

L’unica cosa è che spero di non morire di caldo lungo il tragitto, esiste una seria possibilità: mi sto già sciogliendo ora. Se non mi vedrete tornare saprete il motivo. Il tragitto comporta rigorosamente strade statali e locali: sono le migliori e non dovrebbero essere troppo frequentate. L’autostrada non mi va… voglio prendermela con calma e guardarmi attorno e non dovermi preoccupare troppo della velocità e degli altri che mi sfrecciano di fianco. Va bene se hai fretta e non vuoi vedere nulla: io sono calmo e voglio guardarmi attorno. Finalmente un viaggio rilassato nelle intenzioni, non butterò via l’orologio ma quasi.

Per un po’ le cose andranno avanti anche senza di me. Di solito detesto tornare (quando tornai dalla Svezia ne feci una malattia) ma c’è quel momento nel quale ti accorgi di tutte le piccole differenze dalla tua partenza che non mi dispiace, sono le solite vecchie cose di un tempo, ma ci sono dei particolari diversi di cui accorgersi, sembra una sorta di aguzzate la vista! Oltre ai miei cari mi mancherà la gatta e la mia pianta di habanero che sta iniziando a produrre dei peperoncini a sonagli che non vedo l’ora di buttare in una bella pasta all’arrabbiata infernale. Non mi mancherà il prato da tagliare che, al ritorno, sarà una mezza jungla infestata di zanzare. Ma ci penseremo poi.

Domattina in sella!

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New Orleans, Lousiana

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Vieux Carré

Contrariamente a molti, in quanto terra da visitare, Gli Stati Uniti,  non mi affascinano più di tanto. Sicuramente dal punto di vista paesaggistico e naturalistico offrono cose mirabili come la Death Valley, Il Grand Canyon, il Parco Yellowstone (una visitina a Yoghi e Bubu!) , lo Yosemite e l’Alaska tanto per dire le prime cinque cose che vedrei, però le città non mi attirano per nulla…. Voglio dire che non è che ci siano posti che non vorrei vedere chessò: Providence, Chicago, Seattle, Boston e New York, però sono città che vengono parecchio dopo qualsiasi posto europeo. Forse sono troppo legato al mio continente, però mi sembra che le cose che voglio vedere e che mi piacerebbe approfondire siano qui. La storia americana ha un triste retrogusto di plastica, può dirsi relativamente giovane e, soprattutto, diciamolo, è stata eretta con e sul sangue non solo degli umani ma anche degli animali (ci sarà ancora un bufalo da qualche parte???). Da europeo non posso non amare il mio continente, so che da noi, se non è nata, sicuramente si è sviluppata la civiltà e la cultura nonostante ci sia poi stato chi l’ha esportata con la forza.

Divagazioni europeistiche a parte c’è una sola città che veramente mi sarebbe piaciuto vedere negli States ed è New Orleans. No, ma come… New Orleans?? Al sud?? Con quel caldo?? Sì immagino questo tipo di obiezioni, come pure immagino che non sarei troppo a mio agio con la mentalità reazionaria che sembra permeare la maggior parte della popolazione del sud degli Stati Uniti, però che ci volete fare? New Orleans rappresenta la classica eccezione che conferma la regola! Una parte di me vorrebbe vedere il quartiere francese, ascoltare musica Jazz nei vicoli, vedere se un qualche vampiro (Lestat de Lioncourt) si aggira per Bourbon Street di notte e, in caso contrario, rimediare con un assaggino alla Old Absinthe House, infine visitare il cimitero che, tra l’altro, appare in “Easy Rider” (un pensiero a Dennis Hopper) e “Down By Law”… chissà, magari, prima o poi…

Proprio dalla Louisiana, arrivano i Down freschi freschi di stampa di un nuovo E.P.. Si tratta di un gruppo al quale sono legato non solo per la presenza di idoli come Phil Anselmo, Pepper Keenan, Jimmy Bower e Kirk Windstein, ma anche perché un loro concerto tenuto nel 2007 a Collegno, fu per me una vera avventura motociclistica e non…. Ricordo ancora l’attesa del loro primo disco “N.O.L.A.” (1995, che sta appunto per New Orleans, Lousiana) che quando uscì lasciò buona parte dei fan dei Pantera straniti, per quella robusta immersione in territori Sabbathiani, sudisti e fumosi. I nostri essendo una sorta di all-star band, hanno deciso di spezzettare la loro quarta uscita in diversi E.P.s anche per motivi organizzativi, ma, a giudicare dal primo capitolo, si può dire che la tradizione si perpetri abbastanza bene, nonostante il loro sound si sia fatto un tantino più prevedibile che in passato, il disco è onesto e solido, difficilmente potrà non incontrare il gusto dei sostenitori:

Down, Collegno 2007, foto del sottoscritto!