Elio E Le Storie Tese

Sensi unici

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Per questa mia uscita parto dal commento di Pippo, avevo cominciato a rispondere con un commento, ma il discorso è troppo lungo allora riporto il suo e a quello rispondo:
Carissimo, permettimi di dirti che questi tuoi post in cui ti scagli contro chi non la pensa come te danno un impressione abbastanza puerile. Se una cosa non ti piace puoi decidere di non seguirla. Considera che ciò che non piace a te magari piace ad altri e viceversa. Credo che prima di tutto ci vada il rispetto perché in mancanza di esso si generano l’intolleranza e l’odio. E la musica qualunque essa sia non nasce per dividere ma per unire le persone.
Per quanto riguarda la cultura musicale tu sei convinto di averla ? Io credo che aver cultura musicale voglia dire conoscere la musica a 360 gradi senza preconcetti. Anche ciò che non piace o che non suscita emozioni. Cultura vuole dire coltivare e conoscere, e come si fa a conoscere se ti scagli in maniera preconcetta contro chi non la pensa come te?
Saludos
Innanzitutto saluti ricambiati, tra alti e bassi mi pare che Pippo sia uno che legge con una certa assiduità e la cosa non può che farmi piacere, quindi grazie anche per il tono del messaggio che mi permette di riprendere e fare chiarezza su certi punti espressi.
Il mio non è un attacco alle persone quanto al diffuso modo di pensare del paese in cui vivo. Son pieno di amici che ascoltano vasco e che insulto per questo regolarmente, ma non mi permetterei mai di attaccarli al livello personale: poveretti son figli dalla nostra cultura, che devono fare. Poi non è bello sparare sulla croce rossa, decisamente è da vigliacchi. Ovviamente sto scherzando.
Tempo fa la pensavo come te, ovvero ritenevo fosse puerile un atteggiamento come quello del mio post. Adesso sono dell’avviso opposto: tutta la correttezza insincera che si è instaurata negli ultimi anni ha fatto si che tutti si trincerino dietro a esternazioni che si guardano bene dall’esprimere il loro reale pensiero per evitare che tizio o caio si sentano offesi. In realtà a me questo sembra un atteggiamento puerile. Son punti di vista ma, per quanto mi riguarda, preferisco dire le cose in faccia esprimendo il mio pensiero senza curarmi di poter offendere qualcuno. Non mi trincero dietro una supposta correttezza perché mi sembra una scelta di comodo, un bel giorno non metteremo mai nulla in discussione di questo passo. E questo è un errore, perché la mancanza di confronto genera un’aridità culturale che mette paura. Non discuto di avere un atteggiamento se vuoi grezzo, sprezzante ed a tratti arrogante, ho un carattere dimmerda non ci posso fare molto. Del resto l’hai detto tu: se una cosa non ti piace puoi anche non seguirla.
E qui sta un’altra parte del problema, ovvero: il rispetto non è una strada a senso unico. Tu puoi anche decidere di non seguire questo blog. Dimenticatene: è una cosa piccola lo leggono in pochi, non ti verrò  a cercare, sei stato libero di scegliere. Io no! san remo e vasco, me li ritrovo dovunque praticamente da quando sono nato. Certo potevo diventare un eremita, azzerare tv, radio e giornali, ma comunque per mantenere quel carrozone inutile avrebbero attinto alle mie tasche, quindi dove sta il rispetto nei miei confronti che non ne voglio sentire parlare, figuriamoci mantenerli? Dove sarebbe il rispetto nei miei di confronti quando da sempre mi sento dire che la musica che ascolto è musica da drogati, delinquenti, satanisti, sovversivi, reietti, sfigati… dico abbiamo mai preso un caffè assieme che potete giudicare i miei gusti o la mia persona? Chi sarebbe che ha dei preconcetti?
Per quanto concerne la cultura musicale… dall’89 circa ad oggi seguo concerti, compro libri e riviste e dischi in quantità copiosa, quindi sì ritengo di avere una discreta cultura musicale. Sono cresciuto in un’ epoca in cui gli acculturati in materia musicale in Italia si chiamavano Mario Luzzato Fegiz e non Lester Bangs, non so se mi spiego. Se quelli come Fegiz svengono ritenuti acculturati, allora quasi quasi è meglio essere ignoranti. Hai mai letto un suo articolo sul metal? All’epoca c’erano grasse risate da farsi. Conosco gente che ascoltava certa musica di nascosto. Questo per via della cultura dominante che era molto più refrattaria e preconcetta di quanto lo sia io. Che poi preconcetto mi ci sento fino ad un certo punto visto che, seppur controvoglia, di certe cose continuo a sentir parlare anche se vorrei farne a meno, certa musica la butti fuori dalla porta e ti rientra dalla finestra. Fortunatamente quest’ anno ho saputo poco su san remo ma due cose mi sono arrivate e mi hanno fatto inorridire: la partecipazione dagli Zen Circus e poi l’apice, ovvero Mr. Baudo che presenta la canzone di Baglioni definendola la canzone d’amore del secolo cancellando, con un colpo di spugna ridicolo, John Lennon (“Real love” è la mia canzone d’amore del secolo, detto per inciso), Elvis Presley, Johnny Cash, Serge Gainsbourg, Nick Cave, I Depeche mode oppure magari De André, Tenco o Gino Paoli… devo continuare? Sentite queste due cose dovrei anche approfondire per amore di non-cultura? A mio parere la vita è troppo breve per ascoltare roba che non ti piace, se sei un ascoltatore vorace la vita è troppo breve anche per ascoltare solo la musica che ti piace.
Non sono d’accordo nemmeno sul fatto che la musica dovrebbe unire e non dividere. Per conto mio la musica dovrebbe arricchire e far riflettere, se poi dalla riflessione arriva una divisione pazienza, non siamo fatti per essere sempre d’accordo su tutto. E meno male.
Per amore di scorrettezza segue ora una play list con tutte le canzoni più scorrette che mi sono venute in mente.

E ho lasciato fuori G.G. Allin e Seth Putnam perchè non mi piace vincere facile.

 

Il Rock’n’roll questo sconosciuto

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…E suvvia ditelo che un esordio del genere non ve lo aspettavate dopo giorni di silenzio. E sapete cosa mi fa rompere così fragorosamente il silenzio?

Immaginate la scena, tornate a casa per la pausa pranzo ascoltando la radio, quando una notizia vi colpisce come un maglio perforante al plesso solare “Rock’n’roll è diventata la parola chiave mentre lavoravamo, avrei potuto anche intitolarci il disco, se non fosse stato un po’ fuorviante” questo è jovanotti che descrive il suo nuovo disco. D’un tratto la lingua ti esce dalle labbra e cominci a fare pernacchie, prima una pio un’altra poi un’altra ancora e non riesci a smettere.

Se fossi un personaggio di un western direi una cosa tipo “amico, tu il rock’n’roll non sai nemmeno dove sta di casa” poi sputerei per terra o qualcosa del genere. Invece spernacchio in allegria incurante del fatto che qualcuno possa vedermi farlo mentre guido, spernacchio senza sosta. Qualche anno fa mi sarei chiesto perché certa gente si riempie la bocca con parole delle quali non sa nulla. Poi avrei inveito contro chiunque abbia fatto usare al lorenzo in questione lo stesso studio di Jimi Hendrix. E avrei concluso che la vergogna non appartiene al personaggio in questione, che le sue composizioni sono un misto malrisucito di retorica da quattro soldi e pessima musica e avrei sognato di fargli esplodere il big bang in faccia. Invece spernacchio e spernacchio ancora… senza fine.

Il rock’n’ roll non è morto, semplicemente in Italia non è mai esistito con le dovute, sparutissime eccezioni, che non hanno a che fare con i soliti pessimi nomi noti. Qualcuno doveva anche dirlo prima o poi.

Ebbene sì sono un dinosauro del rock’n’roll e ne vado fiero!

Del successo e della plebe.

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Ognuno ha le sue idee su cosa significhi il termine “successo”. C’è chi pensa che una donna (che oggi compie 80 anni, tra l’indifferenza di questa redazione) sia in grado di mostrarcelo:

Volendo essere più terra terra e meno ispirati dai propri sentimenti per un’altra persona, credo che, per la maggior parte delle persone, avere successo significhi ottenere il consenso delle altre persone. Resta da vedere se, per ottenere tale consenso, sia necessario scendere a patti con noi stessi, “gettare l’osso al cane”, dando al pubblico quello che vuole:

Credo che l’ultimo sanremo sia stato un esempio piuttosto chiaro di questo: quasi tutti i cantanti intervenuti si sono adattati alla tradizione rappresentata dal più classico degli eventi. Ci sono artisti come Elio che, viceversa, risultano talmente sicuri dei loro mezzi da presentarsi (due volte), farsi accettare e proporre qualcosa di piuttosto diverso dal solito: sono riusciti a piegare la tradizione, facendosi apprezzare per quello che sono, artisti con una personalità propria.

La mia idea di successo è esattamente questa: attirare il consenso restando se stessi senza considerare il mero coinvolgimento popolare. La qualità è una cosa estremamente soggettiva che non capisco il perché di quelle fascette sui libri che riportano il numero di copie vendute (o l’edizione raggiunta) o quelle pubblicità del tipo “milioni di persone hanno già scelto XY: fallo anche tu!”… personalmente so decidere per me stesso e la cosa mi è del tutto indifferente!