Entombed AD

Accade a marzo 2021

Postato il Aggiornato il

Il mese inizia con una notifica di Facebook mi ricorda che il 6 di questo mese ricorre il compleanno di Marco Mathieu, caduto in coma ormai diverso tempo fa a seguito di un ictus che lo colse nel 2017 mentre era in vespa. Il bassista dei Negazione fu il primo musicista a cui scrissi una lettera che forse ancora non ero maggiorenne. Ci sono molto affezionato perché mi rispose a mano (!!!) e fu davvero un grande facendomi anche gli auguri per la scuola. Inoltre poco dopo li vidi in concerto e fu il primo vero concerto visto in solitaria (seppur con il provvidenziale passaggio genitoriale) che finì per cambiarmi la vita. Non ho potuto fare a meno di rivolgergli un pensiero di speranza, seppur velato dal tempo trascorso dal suo incidente che ormai comincia ad essere veramente tanto. Mi resterà sempre nel cuore, la sua musica e i suoi scritti; mi rammarico ancora di non aver avuto l’opportunità di accedere al suo lavoro su Socrates.

Lo spirito continua, Sempre!

Il giorno 8 irrompe la notizia del decesso di Lars Goran Petrov, storica voce degli Entombed.

Lars Goran Petrov (1972-2021) Fonte Wikipedia

Ho dovuto trasgredire alla mia regola autoimposta di non partecipare al carrozzone di cordoglio che di solito si scatena sul web, perché l’estate del 2007 è un ricodo ancora vivido nella memoria. Dopo anni di attesa finalmente posso permettermi un viaggio in nord Europa, e per i quattro anni successivi sarà una costante delle mie estati. Scelgo subito Stoccolma, che diverrà a buon titolo una delle mie città preferite. Appena arrivato mi guardo attorno come un animale randagio, il posto mi sembra da subito troppo bello per essere vero. Fatico ad integrarmi: c’è un sole splendente ma non fa caldo anzi, l’aria è frizzantina e si sta benissimo, la gente sorride, il Baltico è a due passi e mi sembra di non aver bisogno d’altro. Solo i prezzi mi fanno rabbrividire e la prima sera mangio una pizza da asporto fatta dai turchi in un parco cittadino. Torno all’ albergo dicendomi che quella sarà la mia casa per i successivi 15 giorni. Mi basta questo.

Il secondo giorno mi fiondo a Gamla Stan, il centro medioevale della città con l’idea di girarmi tutti i suoi vicoli e vederla tutta. L’ idea naufraga clamorosamente quando vedo l’insegna di Sound Pollution, storico negozio di dischi in centro, patria della musica estrema. Entro con una maglietta degli Unearthly Trance e il commesso mi fa i complimenti: più a casa di così… I dischi alla fine non sono poi così cari (provate a farvi una birra per ridere) alla fine però esco con un libro “Swedish Death Metal” di Daniel Ekeroth, storico libro sulla scena svedese con Entombed, Grave, Dismember e Unleashed in primissima linea. Sarà la lettura che accompagnerà l’intera vacanza con tanto di sopralluoghi nei posti citati nel libro: Il punto di ritrovo alla stazione centrale, il cimitero di Skogskyrkogården (patrimonio dell’ Unesco e protagonista della storica foto interna di “Left Hand Path”), qualche locale citato (anche se i nostri non potevano ancora entrarci in quanto sotto ai 21 anni), i Sunlight Studios etc… A quel punto mi sento veramente a casa, Sebbene in giro non ci sia il minimo sentore di Death Metal, respiro la stessa aria dei protagonisti e ne sono felice. Posso girarmela tutta la città e scoprire che è bellissima, trovare il più accogliente ristorante vegetariano di Stoccolma (l’Hermitage a due passi dal Sound pollution, spero ci sia ancora: erano tutti gentilissimi), girare per i musei (Il veliero Vasa, il museo civico, quello di storia naturale… ho saltato quello degli Abba), visitare la torre comunale.

Questo per dire che la scena svedese fu davvero qualcosa di unico ed importante, qualcosa in grado di smuovere le persone ed aprire nuovi orizzonti. Il tape trading allora era davvero qualcosa di avventuroso e romantico, magari facevi chilometri per incontrare una persona sentita solo per lettera partendo armato solo di passione e fiducia, oppure contattavi uno studio di registrazione perché ti aveva catturato quel suono e partivi all’avventura perché volevi registrare lì e finivi per tornare in quel posto in vacanza perché avevi stretto delle amicizie lassù. Gli Entombed ebbero una parte fondamentale in tutto questo e LG Petrov era una parte fondamentale degli Entombed, l’unico a non mollare fino alla fine, fatta salva una parentesi di scazzo con il mastermind Nicke Andersson a causa (pare) di una ragazza all’ epoca di “Clandestine”. Un personaggio schietto e reale che dava il 100% ed oltre sul palco, un puro concentrato di attitudine e metal, che ho avuto l’onore di vedere in azione al Master of death metal e a Rossiglione nel festival organizzato sa Trevor dei Sadist all’epoca. Una perdita tristissima e incommensurabile per chiunque abbia amato quella scena e anche quel paese meraviglioso che è la Svezia.

Al sound pollution sono tornato altre volte, in una occasione acquistai anche Serpent saints con relativa magletta omaggio che resiste tutt’oggi dal 2007!

Il mestiere più antico del mondo

Postato il Aggiornato il

Felice di aver attirato la Vs. cortese attenzione. Se ora vossignoria vuole seguirmi, disquisirò di un’ altra abitudine vecchia quanto il mondo. Criticare e, per estensione, recensire. Mi si richiede di recensire ancora qualcosa… oh, non è un problema, a me piace, anche senza soldi di mezzo. Mi piace perché ascolto musica da tanto tempo e sparare pareri, confrontarsi e disquisire della musica mi provoca un grandissimo piacere intellettuale, tuttavia credevo che fosse un puro divertissement autoalimentato.

In molti lo ritengono uno spreco di forse, personalmente sono del parere che, se non ci sono interlocutori, chi fa da se fa per tre. Quando poi capita di trovare un’interlocutore lo si apprezza molto di più. Adesso però smetto di alludere e comincio a concludere, almeno spero.

I Pallbearer suonano doom metal con lieve sentore di prog e molto alla vecchia maniera con tanto di voce ultramelodica. Strano a dirsi, io apprezzo. Il problema è che ci vuole tempo per fruire di musica del genere: il suo bello è che viene fuori alla distanza, come se entrasse lentamente nell’organismo, come un cerotto che rilascia nicotina invece che una sigaretta. Si evita di puzzare come un posacenere rancido, come diceva Kim Basinger di Mickey Rourke dopo essere stata costretta a baciarlo per esigenze sceniche. Qui nessuno vi costringe ma non c’è nessun vero motivo per non ascoltare questo disco e godere del suo sulfureo lirismo, del suo muoversi viscoso, del suo dischiudersi progressivo. A meno che non vi manchi il tempo e decidiate di passare la serata fumando una stecca di sigarette senza una boccata di aria pura. Bonne chance.

Gli Entombed A.D. Prestano il fianco a mille critiche, come se fossero una vecchia soap opera. Ed alla fine il paragone, per quanto squallido sia, regge. Il bassista fantasma, Nicke Andersson, Uffe Cederlund e alla fine Alex Hellid. Chi o cosa diavolo sono gli Entombed oggi? quelli che suonano all’opera o quelli che, alla fine, tentano di sopravvivere facendo uscire un altro disco? Del resto Lars Goran Petrov cosa può fare? Andare a lavorare alla Saab o all’ Ikea? Non scherziamo. Quel tipo non ha scelta e lo sapete tutti. Così come a voi non resta che dargli di che vivere.  Detto questo lui vi canzona palesemente mettendo come canzone di apertura in brano che fa a meno del loro leggendario suono di chitarra. Lars, guarda che non ti conviene tirare la corda sai? Che poi mica ho capito: probabilmente non l’hai nemmeno scritta tu. Comunque noi ti si vuole bene e, a tratti, ti fai anche perdonare, te lo concedo. E per ora ti mantengo ancora. Peccato che l’ultimo posto dove ti ho visto (Rossiglione, GE) adesso sia sommerso. Mi spiace, tenete duro, spero che vi arrivino un po’ delle mie tasse, così come spero che a Lars arrivino un po’ delle mie royalties.

Gli Orange Goblin hanno deciso di provare a fare della musica la loro principale fonte di introito. Altra gente da mantenere in nome del rock’n’roll. Loro sono simpatici e meritano qualche sudatissimo spicciolo, se ce lo avete. Hanno dalla loro un’incredibile genuinità di fondo, dei concerti incendiari e sudati e molte, molte lattine di birra svuotate. Manteneteli suvvia, non possono rivendere vuoti a lungo. Il loro disco è forse un po’ troppo derivativo ( “Devil’s whip” in realtà si intitola “Iron fist”) ma loro vanno comunque annoverati nella schiera degli autentici. E tengono famigghia.

Gli Electric Wizard, invece, potrebbero davvero mettere su famiglia. Jus e Liz, considerate l’idea di avere per casa una piccola Mercoledì o un piccolo Pugsley, suvvia! Fin quando scriverete canzoni come “I am nothing” o “Sadio witch” credo che non morirete di fame, anche se fate (com’è vero) un disco ogni quattro maledetti anni e una sporchissima manciata di concerti quando vi pare. Voglia di lavorare saltami addosso eh? Ve lo concedo, certi vapori rendono pigri, tuttavia l’orologio biologico avanza, tenetelo a mente. Capisco che sia bello fissare le valvole incandescenti con un sorriso a mezz’asta ed aria assente, capisco anche la passione per la botanica però, adesso che avete anche un figliol prodigo alla batteria, rompete gli indugi e datevi da fare!

Devo davvero parlare della mia famiglia preferita (i Melvins), davvero non sapete già tutto? In caso di risposta negativa vergognatevi. Papà King e mamma Dale hanno superato in scioltezza le nozze d’argento sapete? E papà si è anche concesso il lusso di un simpatico soliloquio acustico, tanto per restare in tema. Eppure il matrimonio non vacilla e non si prende sul serio, come non prende sul serio voi. E’ la cosa migliore: farsi una bella risata. Alla faccia mia e vostra, i loro sberleffi colgono sempre nel segno. Sagaci ed irriverenti, menefreghisti e ironici, strafottenti e fetenti. Che coppia. Quanto bene si vogliono (e gli voglio). Possono permettersi di richiamare vecchie fiamme e incendiarne di nuove, di suonare in 51 stati in 51 giorni, di mettere alieni sotto spirito e di usare chitarre di alluminio. Serve altro?