Georgia

Gialloverde

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Dopo un paio di settimane di attesa si fanno vivi quelli della Relapse records nella mia cassetta postale  con il nuovo lavoro dei georgiani Baroness. Che dire, ho letto in giro recensioni non proprio positive su questa loro ultma fatica, in molti credono che stiano sterzando verso una fin troppo comoda deriva commerciale, altri non si spigano l’attenzione nei loro riguardi, probabilmente, dicono, ha a che fare con il fatto che hanno in comune coi Mastodon la città di provenienza e anche qualche sonorità, soprattutto (ma non solo) agli esordi…

Personalmente invece sono propenso a pensare che Yellow and Green sia il loro migliore lavoro. Ho gradito l’irruenza sudista dei due primi ep, lo sludge ragionato di “Red Album”, un po’ meno l’abbozzo evolutivo di “Blue record”, un po’ troppo prolisso ed inconcludente. Adesso, pur rimasti orfani di Summer Welch, il bassista originale, trovano prontamente un sostituto in Matt Maggioni e si lanciano addirittura in un CD doppio, un evento ormai più unico che raro. C’è anche da dire che i due CD non superano i 40 minuti di durata, quindi non superano di molto la durata standard di un CD singolo, probabilmente sono stati divisi per seprare le due colorazioni.

E’ vero che le sonorità si sono fatte decisamente più progressive e dilatate eppure, diversmente a quanto succeso con gli Opeth, la qualità della proposta non ne risente e, personalmente, non avverto un calo nella stesura dei brani e nella qualità dei giri di chitarra che sembrano catturare l’attenzione dell’ascoltatore, senza particolari debolezze, forzature e tedio di sorta. I due dischi scorrono via intensi e coinvolgenti, probabilmente mettere in apertura due brani come “Take my bones away” e “March to the sea” aiuta ad entrare gradualmente nell’atmosfera del doppio CD essendo le più vicine alla loro produzione passata. Da lì in poi il viaggio continua, con le atmosfere morbide di “Cocainum” con l’intensità idilliaca di “Eula” per sfociare definitivamente nella vena prog nella sezione verde, forse quella più ardita e difficile da digerire per chi si ritiene maggiormente legato al passato del gruppo. Eppure scorre via leggera ma non frivola, una colonna sonora perfetta per un viaggio in automobile al crepuscolo, senza che il buio faccia più paura…

il disco è ascoltabile in streaming su bandcamp.