Insonnia

Casca ancora, insano sonno!

Postato il

Come ti capisco, Charlie!
Come ti capisco, Charlie!

Quando aspetti il sonno ed il sonno non arriva, le dimensioni della stanza si allargano a dismisura nel buio, le coperte non appaiono più tanto accoglienti, ti scopri con gli occhi aperti a fissare le tenebre ed i pensieri si raggrumano in ansia, nervoso  ed impotenza. Difficilmente ti sei sentito più solo.

Ma tutto questo lo sapevo già, ora si è aggiunta una nuova componente: la nausea. Quando si è fatta l’ora del sonno mi viene la nausea per quell’oblio momentaneo, mi assale il desiderio di non ritrovarmi ad imbottire le lenzuola, come i bambini che fanno i capricci prima della nanna, ma in versione adulta e, forse, più consapevole. Non è un rifiuto del sonno, perché di dormire abbiamo tutti bisogno, ma proprio di trovarsi lì in quel momento e di aspettare al buio che il maledetto arrivi… il disagio di stendersi ed attenedere, l’impossibilità di potersi rilassare e liberare la mente dei pensieri che, un tempo ti cullavano verso il sonno, ed ora ti tengono clamorosamente vigile. Qualcosa di difficilmente spiegabile a chi non abbia mai avuto sensazioni del genere, quindi anche a te stesso.

E la notte prosegue la sua marcia silenziosa, mentre tu rimani immobile. Suoni indefiniti che echeggiano nell’assenza di luce, illuminazioni lontane che sbirciano tra gli scuri, gatti che ululano come neonati innaturali e vento che scuote i rami ancora spogli. E vorresti scricchiolare come questa canzone:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=OKRJfIPiJGY]

Buona notte a voi, le attese sono squarci dolorosi su una tela e dietro appena una velina, ma nera ed impenetrabile.

C’erano una volta i Litfiba

Postato il

So che per molti il primo disco dei Lifiba è “El Diablo” o, se si è leggermente più fortunati “Pirata”. Nel primo caso si tratta di un primo lavoro, è vero ma di un nuovo corso che li ha portati verso territori assai diversi da quelli di partenza, il secondo è un live, con sovraincisioni che ne chiude un’ altra.

Alle superiori passai circa un anno intero senza ascoltare molto altro che i primi tre lavori in studio della band fiorentina. Erano come dire, genuini, sensibili ed anche un tantino naif nella loro reinterpretazione della new wave d’oltremanica, e ci stava tutto… Nononstante il metallarismo che iniziava a incunearsi in me, loro fecero decisamente breccia e diventarono fedeli compagni di vita e riflessioni… mi sono venuti in mente soprattutto per questo brano, che aderisce al mio stato d’animo insonne dell’ultimo periodo.

Si sono riaffacciati e non col loro ultimo disco.

E continua l’insonnia. L’ansia. La depressione. La disillusione. La nausea. La solitudine. Il dolore. La rabbia. I pugni contro il volante. Gli occhi iniettati di sangue.

Braccato dalla consapevolezza.

La mia pelle si spacca e non si riforma più