Io

I had a lot of nothing to say

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In questi giorni rabbiuiati dalla scarsa ispirazione a scrivere, mi sono spesso trovato a riflettere sul futuro di questo blog, mi domando se il fatto di mantenerlo in vita nonostante la evidente pochezza di contenuti palesata nell’ultimo periodo, Mi domando che senso abbia. Ho ripreso a scrivere quasi per sfogo, ora non mi riesce più nemmeno quello, almeno non in pubblico. Ho continuato a scrivere per esprimermi e  adesso sono quasi totalmente assorbito da un nuovo lavoro e da nuove situazioni: passo tanto, tantissimo tempo davanti ad uno schermo durante il giorno che alla sera l’idea di rimettermici mi inquieta ancora di più.

Quindi ha senso questo spazio? La risposta è sì. E basta. Non so bene come riuscirò a gestirlo in futuro, ma è giusto che ci sia, anche solo perché mi piace l’idea. Perché c’è un film di Jarmusch che non riesco a vedere, perché ci sono ancora tanti dischi che non ho ascoltato, libri che non ho letto, posti nei quali non sono stato. Mi sembrano motivi sufficienti e, in fin dei conti, basta che paiano sufficienti a me.

Da qualche parte l’ispirazione arriverà, da un fotogramma, da un paesaggio, da un volto. Del resto di fare la fine del classico ingabbiato non ho voglia. In tutta la mia vita non ho mai avuto a che fare con i mutui, gli obblighi, le teste basse. Sto facendo nuove esperienze e, in molti casi, queste esperienze mi stanno mettendo in discussione. Nonostante questo credo che avrò sempre presente chi sono. Se i tool sono riusciti ad avere successo con uno dei testi più duri che io abbia mai letto, io posso ben trovare il mio angolo…

 

Choose another life!

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But why would I want to do a thing like that???

I choose not to choose that life… and the reasons? There are a lot of reasons!!!

Principalmente perchè troppe di quelle cose non mi interessano o mi fanno direttamente schifo, se non pena.

Ho scelto di essere me stesso, ho scelto i miei principi, le mie idee, la mia musica, le mie compagnie, la mia curiosità, i miei tormenti e perfino, forse soprattutto, le mie paranoie. Ho scelto di vivere al di fuori del gregge, ho scelto di provare a combattere la paura ed i luoghi comuni, ho scelto di ragionare con la mia testa e di non vergognarmi di quello che sono (ehm… almeno quando non cado verso il basso), ho scelto di andare contro le idee preconcette ed in molti casi alla morale comune, ho scelto l’asintoto obliquo al quale tendere. Ho scelto di non seguire la massa, ho scelto di non spegnere il cervello, ho scelto di essere fedele a me stesso e di provare a scoprire cosa, in realtà, io sia. Ho scelto di giocarmi la vita in questo modo. E questo blog fa parte dell’esperimento…

Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, no… l’eroina invece non ne fa parte!