James Maynard Keenan

Sette volte sette

Postato il Aggiornato il

Le domande più frequenti sul nuovo disco dei Tool.

  1. Ma davvero costa 100/90/80€? Sì, si tratta di una versione particolare con tanto di schermo, altoparlanti, presa USB etc.
  2. Non esiste una versione normale? Al momento solo download… se abbia senso spendere tutti quei soldi non lo so, dal momento che l’ho scaricato su amazon music e non so cosa offra l’edizione limitata. In quella in download ci sono dei brani in più ma sono strumentali-interludi come poteva essere “ions(-)” per dirne una.
  3. Com’è? La domanda del secolo. E’ un buon disco ci sono delle bellissime composizioni, se ci si aspetta chissà quali evoluzioni, forse si rimane delusi. La qualità è comunque alta e i testi, per quello che si intuisce, meritano.
  4. Valeva la pena aspettare tutto questo tempo? No. Nel senso che se uno pensa che dal 2006 siano stati lì a cercare chissà quali soluzioni si sbaglia. Hanno palesemente fatto altro (si vedano anche tutti i progetti collaterali, il vino, gli effetti speciali e le cause in tribunale). Le soluzioni nuove ci sono: il cantato ha un approccio decisamente diverso dal passato, ed emerge una complessità nelle strutture decisamente interessante, ma non ci sono voluti 13 anni solo per questo.
  5. Hanno ancora qualcosa da dimostrare? No. Anche qui, ormai sono uno di quei gruppi che ha già ampliamente dimostrato il suo valore in passato. Adesso incidono quello che vogliono quando vogliono e non si fanno più nessun problema, secondo me. Se li odiate per il loro elitarismo, per quanto sono lenti a far uscire i loro dischi, per il modo scostante di fare che hanno con i loro fan è un problema vostro. Io questo “Fear Inoculum” me lo tengo stretto e spero di essere ancora vivo per il prossimo.
  6. Ma non sono dei meri derivati dei King Crimson sotto spoglie moderne? Basta, cheppalle. Può darsi che sia anche vero ma questa considerazione mi annoia oltremisura, io li ascolto anche i King Crimson e gli tributo il dovuto rispetto ed è innegabile che magari i filosofi greci abbiano detto certe cose prima di Nietzsche, però io mi trovo meglio e mi rispecchio nella versione moderna, se volete farmene una colpa accomodatevi pure. Ma basta continuare a rilevarlo.
  7. Danny Carey è extraterrestre? Sì. E gioca coi numeri su un altro pianeta.

Un cerchio perfetto

Postato il Aggiornato il

Una figura inattaccabile. Unita, infinita, senza spigoli. Giotto la dipinse nella realtà o nella leggenda. Un ideale, tanto per cambiare. Equidistante. Geometria indivisa, insieme di punti astratti  senza peso e dimensione. Eppure perfetta nella sua semplicità concettuale. Impossibile determinarne l’inizio o la fine. Ciclico rincorrere, una traiettoria curva e claustrofobica che non prevede meta finale alcuna e che non presenta incertezze durante il viaggio. Regala sicurezza o noia, oppure semplicemente musica ed emozioni?