Jayadeva

Fuori contesto

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Ed ogni tanto tuttavia qualcosa si muove in questa landa desolata. Ovviamente io non c’entro nulla qui, non c’entro nulla con la musica “organica”, sono lontano anni luce da questo genere d’espressioni musicali. Tuttavia, conscio dei miei limiti intrinseci, non è detto che non possa provare rispetto e trasporto nei confronti di generei musicali assolutamente distanti da me. Soprattutto se conservo con uno dei due musicisti dei bei ricordi legati soprattutto all’attività extrascolastica quando, in età di scuola elementare, venne a dare delle lezioni musicali a noi pargoli.

Solo dopo venni a sapere che il suddetto Jayadeva (Gian Piero Pramaggiore) aveva un passato di tutto rispetto (collaborazione con Don Cherry!) ed era un ottimo strumentista. Da allora cerco sempre di segurlo quando performa nella mia città, che poi è anche la sua.

Questa volta ha organizzato un workshop per musicisti con David Ornette Cherry (il cognome non è casuale) in città, esperienza che è sfociata in una bella esibizione, nell’auditorium del mio ex-ateneo ieri sera.

Uno strano effeto ripassare in quelle aule e, in particolare quella in cui mi sono laureato, tuttavia la musica ha il potere di trasformare le cose, di donare un’aura nuova agli ambienti. L’atmosfera è molto raccolta, il clima, forse a causa di un’impostazione ancora invernale, è torrido all’ interno.

David è un personaggio, solare, ilare molto positvo ed appare assolutamente in armonia con l’ambiente e l’esibizione appare assolutamente ispirata e coinvolgente. Probabilmente non avrò mai la sensibilità (e la competenza) per assimilare appieno ciò che i due musicisti hanno lasciato fluire all’esterno, tuttavia è come se all’uscita fossi diventato più leggero ed ispirato.

Adesso un po’ di storia: