Lou Reed

Camminare nel fuoco.

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La vita è un gioco d’azzardo in un videotape. Me ne stavo sul ginocchio di mamma. Sto iniziando a vedere la luce. Un testimone della vita. Volevo giocare a football per l’allenatore. Il corpo giaceva nudo. Buona notte. Tutti i poeti studiano le regole dei versi. Faresti meglio a dire addio. Non riesco più a controllarmi. L’odio piega la colonna spinale. Sono così libero. Posso avere il tuo autografo? Domenica Mattina. Con i suoi occhi. Chi ama il sole? Non c’è logica in tutto questo.Devi sentire la gente urlare e gridare. Spero che succeda a me. Sarò il tuo specchio. Facce e nomi. Fuoco sul tappeto. Non è carina la festa? Dopo la notte scorsa pensavo che sarebbe finita con lui. Perché non stai mai zitto? Il soffitto è alto. Il povero beve e piange.*

A volte mi sento così felice

E a volte mi sento così triste

Ma la maggior parte delle volte mi fai semplicemente impazzire.

In giro si respira un’aria satura di umidità, si appiccica sulla pelle. In giro ci sono ombre allungate e volti scavati. L’autunno newyorkese e le scariche elettriche. Corvi colorati di carbone friabile. In giro ci sono le onde radio che trafiggono i muri e Berlino che resta un enigma a metà. In giro c’è lei chiusa in una stanza, c’è un uomo con 26 dollari in mano. Una donna allo specchio e degli stivali luccicanti. La sangria nel parco. In giro c’è marte riempito di macchine parcheggiate. In giro ci sono pensieri che non vogliono posarsi sulla carta, ci sono uomini che passano in mezzo al fuoco. Una passeggiata nella parte tranquilla.

Lou Reed
Lou Reed

*Questa parte è stata fatta aprendo a caso le pagine del libro “Ho camminato del fuoco”.

Satellite of love

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Motorpsycho

La luce che filtra dalle fessure della porta non mi ha svegliato stamattina, solo in controluce è possibile scorgere l’umidità che scende fitta. Ho messo a tacere ogni cosa e mi sono concentrato sul torpore del cielo grigio, sul verde dell’erba ravvivata dalla pioggia, sulla trasparenza dello spettro che mi ha dato il buon giorno nel buio della camera. Rideva al buio ed io non potevo muovermi.

Appena mi accorgo che il tempo sta passando, che c’è una vita di cui essere affamati. La sensazione è che tutto sia lontano stamattina, come una strada puntata verso l’infinito, che scorre illuminata da fari ansiosi.

Il moto di rivoluzione. Perpetuo, claustrofobico e circolare, crea il vuoto tra i pensieri.

Vuoto per non accorgersi del vuoto.

Voragine d’affetto. Abisso d’amore. Oblio di vita.

Ruoto attorno a te e non mi è dato di conoscere il chiarore lunare che arde riflesso nell’anima.

Si è nascosto tra le coltri, ai primi bagliori del mattino, lasciando a deridermi il suo pallido ricordo.