Massachussetts

Converge: “All We Love We Leave Behind”

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Da Salem, Massachussetts, non provengono solo le streghe ma anche:

Jacob Bannon

Jacob Bannon: Cantante, ma sarebbe meglio definirlo martire vocale, nonchè artista poliedrico dal raffinato gusto grafico.

Kurt Ballou

Kurt Ballou: Chitarrista, ma sarebbe meglio definirlo un’inesuribile riffmachine, dopo aver lasciato il suo lavoro da ingenere biomedico (!!!) ha iniziato una brillantissima carriera da produttore musicale nei suoi GodCity studios, producendo decine di band ed anche, non ultimo, l’ultimo lavoro degli High On Fire.

Nate Newton

Nate Newton: Bassista, iperattivo sul palco e fuori dal palco, vanta, tra le sue cooperazioni, gruppi come gli oscuri Doomriders o gli inclassificabili Old Man Gloom con Aaron Turner ex-Isis.

Ben Koller

Ben Koller: Battersta, selvaggio ed ipertecnico, mulina le stecche come pochi altri e scatena terremoti emozionali incontrollabili. E’ anche noto per la sua frequentazione di altri loschi figuri come Acid Tiger e All Pigs Must Die.

Insieme formano i Converge, gruppo che ha contribuito a dare un volto nuovo ed una nuova definizione del termine Hardcore, con cui si suole indicare la frangia più estrema e radicale del movimento punk. Perché è assolutamente innegabile la loro appartenenza a questo genere: esso rappresenta l’ossatura del loro suono, ma loro sono gli organi interni, il cuore, il cervello, i polmoni ed i muscoli. Sono quella forza oscura che ti afferra per la nuca e ti costringe a guardare in faccia alle miserie umane senza distogliere lo sguardo e senza poter ostentare indifferenza, sono la stretta allo stomaco che ti obbliga a reagire, a non accettare soprusi e tradimenti, umiliazioni e sconfitte, sono la resistenza strenua all’imbarbarimento e al conformismo.

Il loro nuovo lavoro si intitola “All We Love We Leave Behind” ed è l’ennesima riconferma di quanto scritto sopra. Composizioni compresse, intense e vibranti anche quando, raramente, allentano la presa per farti metabolizzare quello che ti stanno trasmettendo. Queste canzoni rappresentano IL veicolo per la rabbia, in una recente intervista Bannon stesso si dice assolutamente non incline ad allentare la presa, se qualcuno stesse pensando che con l’età la furia si sarebbe placata si sbaglia di grosso: poiché più ci si guarda intorno più si trovano motivi per fomentare l’ira. Difficile non credergli, difficile non affermare che la conferma di tutto questo si trovi nel loro nuovo lavoro.

Loro sono qui, oggi più che mai. Loro sono qui e la riaffermazione del loro modo di essere, del loro stile, della loro attitudine passa attraverso un mondo in declino che, per giunta, non prova il minimo rimorso o vergogna di se stesso. Ed ogni nuova sfida, ogni traguardo deve essere conquistato con la passione e l’orgoglio, con la dignità e con l’amore, anche quello che siamo costretti a lasciarci alle spalle.

Ora dopo aver parlato del lato musicale grazie al download gentilmente offerto assieme all’edizione fisica, attendo di ricevere anche la medesima per poter fruire anche del lato visivo del disco. Se potete (e volete) accaparratevi l’edizione de luxe, ci sono più brani e vale la pena.