My Generation

My generation (e non solo la mia)

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The Who: My Generation
The Who: My Generation

La generazione degli Who è antecedente alla mia, ma le canzoni epocali probabilmente sono tali perché c’è qualcosa in esse che travalica i tempi e spesso, anche a distanza di anni, risultano attuali. Questo è oltremodo vero con “My generation”, una canzone che ha quasi 50 anni e dimostra che razza di portata abbia ancora la composizione di Pete Townshend e compagni.

A quel tempo, i giovani stavano lottando con prepotenza per farsi riconoscere come categoria e gruppi con un’ incredibile presa sul pubblico giovanile si trovavano esposti mediaticamente in modo massiccio. Gli Who indubbiamente sono uno schiaffo in faccia violento: non solo propongono musica, ma anche un modo di essere. A partire dai vestiti e dalla voglia di aggregarsi, per finire con la personalità assolutamente fuori dalle righe del tarantolato Keith Moon (tra i primi batteristi rock ad usare una doppia cassa) e le chitarre sfasciate dello stesso Townshend. Trasgressivi ed irriverenti osano addirittura “sperare di morire prima di diventare vecchi” (cosa che per Moon diventerà una tragica realtà qualche anno dopo nel ’78).

Tuttavia queste sono cose risapute: quello che me li ha fatti venire in mente, in questo particolare momento storico, sono i puntini di sospensione cantati da Roger Daltrey nel passaggio che recita: “Why don’t you all f-f-f… fade away”!

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