Nympomaniac

Tutto è andato sprecato

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Avevo le scarpe pulite e la camicia fresca di bucato, un mazzo di fiori di prato ma tutto è andato sprecato.

Avevi guardato quella ragazza mille volte, pensavi fosse bellissima. Ne avevi seguito il profilo e le linee del suo pensiero: erano parimenti sinuose e piene di fascino, te ne eri allontanato per guardarla da lontano ed ancora era parsa meravigliosa. L’aria attorno a lei era piena di promesse, se non di felicità, almeno di consapevolezza: forse per una volta avresti interpretato correttamente tutti quei segnali contraddittori che la vita ti aveva mandato e che, adesso, convergevano tutti, dritti come pugnali, in sua direzione.

Il profumo di luppolo che sale dalla tua india pale ale, l’aroma di tostato che si innalza in mille rivoli di fumo sopra il caffè, il sorriso dopo aver letto l’incipit di un libro che ti fa andare avanti nella storia e nella vita. Ed anche la prima parte di Nymphomanic aveva qualcosa del genere annidato tra i fotogrammi. Peccato che, a volte, le promesse si spezzano brutalmente.

E la seconda parte del film fa sprofondare letteralmente l’opera nel baratro. E’ fiacca, vacua, svogliata e soprattutto non supportata da quell’impalcatura a fatica costruita nella prima parte. Si affloscia come un sufflè venuto male.

Sembra che chieda quasi scusa per l’abisso lacerante di misoginia di “Antichrist” ma non mi riesce di crederci. Non mi convince… proprio non ci riesce. Tanto mi pareva bella la citazione di Fibonacci (seppure un po’ sfruttata), Poe e Bach, tanto mi fa cadere le braccia quella di Fleming (con tutto il rispetto). Quella del recupero crediti mi sembra un’occupazione buttata lì a casaccio tanto per, l’inversione dei ruoli di “hey Joe” stende un ulteriore velo di perplessità. L’estetica del discorso sprofonda miseramente.

A volte la delusione lascia attoniti. Tanti auguri Lars sarà dura riprendersi.