Piece Of Mind

I sogni son desideri

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Un post sul gruppo più sterotipato del metal? Gli Iron Maiden? Potrebbe essere una mossa pacchiana, facilissima o difficilissma, interessante oppure noiosa. Però…

Quando ancora trovavo interessante giocare al gioco della canzone preferita, ovviamente gli Iron erano tra i gruppi più gettonati e, a scegliere tra le loro canzoni, si poteva anche accendere un parapiglia. Non per niente gli inglesi son sempre stati popolarissimi qui in Italia, sì ma cosa scegliere… “Hallowed Be Thy Name”?, “The Trooper”?, “Running Free”?… i “superiori” dicevano “The Rhyme Of The Ancient Mariner”, vuoi mettere? 13 minuti di canzone, la letteratura inglese e S.T. Coleridge, in effetti fa figo citarla, quelli che dicevano “Run To The Hills” venivano guardati storto… troppo di facile ascolto! Altri si buttavano su “The Number Of The Beast”, alla larga son satanisti! A chi piaceva correre in auto con la patente appena presa non sfuggiva “Aces High”, i più punkettoni invece andavano su “Wrathchild”, quelli con interessi storici “Alexander The Great”.

E, naturalmente, c’era un ragazzo in una perfida provincia che timidamente portava una loro toppa di “Somewhere in time” sulla schena, solo perchè non ne aveva trovate altre, che avrebbe risposto quasi certamente, forse per fare il bastian contrario e forse no, “Still Life” da “Piece Of Mind”. Non è un classico, probabilmente non è nemmeno troppo considerata dai cultori del gruppo albionico, esiste giusto qualche timida testimonianza in rete.

Eppure parla di sentirsi diversi, attratti dai propri incubi, dell’accettare che non tutti i nostri pensieri siano lineari o sensati, del disperato desiderio di trattenere qualcosa per sempre, perchè non riesci a sopportare il mattino quando si porta via i tuoi sogni più belli, non riesci a sopportare che ogni cosa possa veramente finire, non riesci ad aggrapparti a qualcosa di accidentale, non riesci a cogliere il senso della caducità, anzi ti devasta. Ti piace anche sentirti pazzo, forse anche che gli altri ti cosiderino tale, anche se in realtà stai semplicemente tentando di essere te stesso, soprattutto di capire chi sei e, alla fine, vorresti anche condividere tutto questo con qualcuno. Molto adolescenziale.

Come pure cercare un angolo dove essere  in pace, soprattutto con se stessi. Dopo aver passato giornate intere faccia a faccia con i contrasti che l’adolescenza comporta.

A volte sembra passato un secolo ed a volte cinque minuti. Quei contrasti sembrano aver solo cambiato faccia e la solitudine è rimasta se non aumentata. Ed anche i sogni talvolta non mi fanno dormire, come ieri notte…

Però se ho mai imbracciato un basso magari Steve Harris, tra gli altri, qualche colpa ce l’ha…