Primus

Abbasso i festival!

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No Gods Of Metal

Niente Gods Of Metal nel 2013. Non ne piangerò l’assenza. Da molto tempo i festival sono un fatto ineludibile nel campo del metal, ma io li detesto apertamente del ’97, fatte salve rarissime eccezioni come il Roadburn o il Maryland Death Fest che, come noterete, si svolgono all’estero. Se qui da noi mi sono sempre trovato male, se non malissimo, all’estero conservo una minima speranza che all’estero le cose vadano meglio.

Concerti organizzati nel fango, se non direttamente sull’asfalto rovente (ah, cosa non si fa per i Black Sabbath!) senza un minimo di conforto se non dei teloni iperaffolati (e fortunatamente non ho mai avuto bisogno di un bagno!), gruppi messi a suonare a volte senza un minimo di coerenza tra di loro (non che questo giustifichi le bottigliate ma potevate aspettarvelo), altri chiamati ad esibirsi come tappabuchi raccomandati (ho in mente un certo combo meneghino negli anni ’90) e, ultimamente, dulcis in fundo, per tutto questo pagare dei prezzi improponibili. No, il Gods Of Metal non mi mancherà proprio. Se proprio dovessero interessarmi tutti i gruppi in scaletta, cosa della quale dubito pesantemente, preferirei vedermeli tutti singolarmente, magari risparmierei anche dei soldi e del logorio nervoso. Spererei quasi che non ne facciano mai più, ma purtroppo l’immagine recita see you in 2014!

Ricordate comunque la massima dei Primus: To defy the laws of tradition, it’s a cursade only of the brave!

Motivetti Diabolici

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Sì lo so, non dite nulla, ve lo leggo nello sguardo che volete che io tratti di crocicchi malfamati, New Orleans, “Sympathy For The Devil”, del blues e di “The Number Of The Beast”, ebbene non vi faccio questa concessione. Ci sono parecchi satanassi nelle canzoni che ascolto, quindi per ora basta, concedetemelo, stasera avevo in mente di dare libero sfogo alla mia nota vena positiva, postando “The Weeping Song” di Nick Cave And The Bad Seeds, anche perché sono un paio di mattine che mi sveglio dopo aver sognato di scoppiare in lacrime ed ho esattamente quella sensazione appena il sonno se ne va: come se avessi appena finito di piangere a dirotto cosa che però non è mai successa. Ma non doveva andare così, sarebbe stata una scelta scontata, nonostante ami quella canzone anche per essere finita in un cortometraggio di Wim Wenders. Il fatto è che uno di quei maledetti motivetti mi si è piazzato in testa e non ne è più uscito! I motivetti diabolici sono esattamente questo: canzonette capaci di piazzarsi tra le pieghe del cervello, tormentarti per ore o magari per giorni e facendoti sperare che si interrompa quella connessione neurale che ti rende schiavo di quella particolare sequenza di note o parole per qualche tempo lasciandoti libero… anche solo di respirare! Ecco un freddo elenco (ovviamente incompleto) di alcuni brani in grado di sortire un tale infernale effetto:

Primus- “Here Comes The Bastards”: Les Claypool è uno dei motivi per i quali ho finito per imbracciare un basso, a parte questo mi piace molto il suo immaginario improbabile e -se mi passate il termine- cartoonesco, contornato dai suoi personaggi assurdi. Il giro di basso di questo brano è assolutamente impossibile da estrarre dalle meningi!

Talking Heads- “Road To Nowhere”: I Talking Heads sono tutt’ora un mistero per me, con la loro attitudine stralunata ed impossibile tra catalogare: qui ad essere assolutamente inevitabili, per me, sono le linee vocali di Byrne e come le canta in modo sinuoso ed ipnotico. Da applausi anche il video in stop-motion: una tecnica affascinante quanto caduta in disuso…

The Proclaimers- “I’m Gonna Be”: Un accento irresistibile ed un ritmo incalzante e ripetitivo. Troppo poco? Per me è più che sufficiente per passare un paio di di giorni canticchiando questa canzoncina…

Blondie: “Heart Of Glass”: Qui il motivo dell’ossessione potrebbe essere il “U-uh oh-oh” e la voce di Debbie Harry (oltre alla sua avvenenza di cui si era accorto anche H.R. Giger), in realtà, oltre a questo, il motivo è più storico: “Heart Of Glass” è una delle prime canzoni che io mi ricordi di aver mai sentito. Da notare anche come la Harry sia l’unica del suo gruppo a sentirsi a suo agio anche dietro la telecamera!!!

The Ramones- “Surfin’ Bird”: Ve la devo anche spiegare questa??? Saltate come dei pazzi, cosa aspettate? E non scordate di fare delle facce buffe durante il “Brrrrrrrr”!!!!

‘Notte, speriamo di sognare altro stasera!!!