Quiet Riot

19 marzo 1982

Postato il Aggiornato il

Randy Rhioads(06/12/1956-19/03/1982)
Randy Rhoads
(06/12/1956-19/03/1982)

Sento da un po’, una vocina ripetermi che questo blog sta diventando sempre di più music-addicted (del resto io sono music-addicted, che diavolo!), adesso la stessa vocina potrebbe anche iniziare a fare gli scongiuri visto che dopo Clive Burr, oggi voglio parlare di un grande chitarrista che ha lasciato questa terra 31 anni fa oggi. E dirò di più, lo voglio fare in tributo alla sua bella personalità e a tutte le meravigliose sensazioni che mi ha trasmesso nei due primi album di Ozzy Osbourne.

Si tratta del grandissimo Randall William Rhoads, che, dopo una breve carriera con altri artisti (su tutti i Quiet Riot), approdò alla corte del Madman per registrare solo due dischi, che però lo proiettarono direttamente nel gotha dell’heavy metal: si tratta di “Blizzard Of Ozz” (1980) e “Diary Of A Madman” (1981). Come sia possibile lasciare un segno indelebile nella storia della musica pesante con solo due dischi è una cosa che si può capire solo ascoltandoli. Sarà suggestione, sarà enfasi, sarà quello che volete ma a me le sue note fanno ancora rizzare i peli sulle braccia e quando sentii Joe Holmes (chitarrista di Ozzy nella seconda metà degli anni ’90) rifare “Mr. Crowley” esattamente uguale al suo maestro avevo le lacrime agli occhi.

Non ne capisco molto di tecnica chitarristica, non ne so un granché di scale e di assoli, eppure a me Randy fa esattamente questo effetto: pizzica una qualche remota corda nella mia interiorità e mi fa vibrare esattamente come farebbe con una les paul. I dischi registrati con Ozzy sono ancora oggi tra i pochi in grado di rifarmi spuntare il sorriso quando ho il morale a terra, sono pieni (almeno per me) di energia e di voglia di vivere; dei veri e propri luoghi nei quali rifugiarmi quando inizio a vacillare verso il pessimismo e verso tutto quello che comporta.

La sua dipartita è ancora più tragica perché assurda nello svolgimento: è un inaccettabile scherzo degli eventi, una insopportabile tragedia in termini eppure, 31 anni dopo, è ancora decisamente reale e tangibile nella sua ineludibile assenza di senso. Difficilmente basteranno queste poche righe per rendergli onore come merita, ma sono bastate quelle poche note a fargli guadagnare un posto unico ed insostituibile in me. Grazie Randy!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ZcoweoZ6jpM]