Robert M. Pirsig

Riletture

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Mi imbarco raramente in una rilettura, anche se spesso non ho una gran memoria per quello che leggo. Rileggere un libro diventa quindi una sorta di riconoscimento affettivo per l’autore e per quello che è stato in grado di trasmettermi sia a livello di immagini che a livello di riflessioni suscitate. Ricordo veramente poche riletture: i miei due libri del cuore di certo (il maestro e margherita e l’uomo che ride: il primo penso di averlo riletto tre volte) ma veramente poco, pochissimo altro.

Essendo un fautore del “motociclismo da meditazione” (oltre che degli alcoolici da meditazione) il libro di Robert M. Pirsig “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” mi è sempre rimasto nel cuore. No, non sono uno di quelli che sfrecciano nelle strade piene di curve per il gusto di piegare, non sono nemmeno quello che sorpassa selvaggiamente e neanche quello con quella moto pesante e piena di ammennicoli. Sono quello che viaggia spesso di notte e in strade deserte, senza uniformi costose addosso (spesso in pantaloni corti), quello col casco integrale e gli occhiali neri sotto, quello che passeggia e si distrae con naso all’insù, fortunatamente non troppo. Assomiglio a Nanni Moretti in Caro Diario, ma non ho né la barba né la vespa. Ho uno scooter e me ne faccio un baffo di tutte le critiche dei motociclisti duri e puri. Dalle mie parti non avrebbe senso avere una moto propriamente detta e in viaggi lunghi non mi ci sono avventurato, se non in un paio di casi, comunque divertenti.

Non posso occuparmi personalmente della manutenzione del mio mezzo perché la garanzia mi vincola (ancora per poco) ad un concessionario che non sopporto. Un ladro, di quelli furbi e non punibili per legge. Però posso leggere di chi lo faceva e lasciava libero spazio alla sua mente, trovando il divino anche nel motore di una due ruote. Del suo preferire le strade locali e del suo interesse per le cose, delle sue riflessioni e dei suoi tormenti. Poi quando, dopo poche pagine, leggi un brano come quello che segue, sai di non aver sbagliato a volerlo rileggere:

Robert M. Pirsig “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” in edizione Adelphi

“Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quel che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV. Sei un osservatore passivo ed il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro ad una cornice.

In moto la cornice non c’è più, Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei più uno spettatore, sei nella scena e la sensazione di presenza è travolgente. E’ incredibile quel cemento che sibila a pochi centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini, ed è proprio lì, così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi- un’esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata”