Roger Osborne

Un passo avanti e… due indietro

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Credo che ormai le uscite dei Melvins (e dei loro musicisti in versione solista) che si susseguono con un ritmo serratissimo da qualche anno abbiano lo stesso effetto disorientante di un dribbling di Garrincha, dalla dipartita della sezione ritmica dei Big Business si fa veramente fatica a stargli dietro. È come se fossero stati colpiti da una squassante logorroicità che gli fa immettere sul mercato qualsiasi, ma proprio qualsiasi, cosa gli possa venire in mente.  Così siamo al secondo disco in un anno, aveva aperto le danze il divertente, e rincuorante, “Working with God” nei primi mesi del 2021, adesso arriva “Five legged dog”, uscito da pochissimo sempre per l’etichetta Ipecac di Mike Patton.

Non che prima mancassero episodi al limite dell’ascoltabile, astrusi o mossi da logiche strane (vedi l’incompreso ed incomprendibile “Colossus of destiny”, una parte del ribelle “Prick”, o l’oscurissimo “Honky”) ma, come dire, facevano parte del pacchetto e te li aspettavi da loro scherzetti del genere e alcuni, tra cui il sottoscritto, li trovavano anche interessanti. Adesso lo scenario è molto diverso.

Il primo da destra è il colpevole! (fonte bandcamp)

Questo ultimo lavoro onestamente è inutile. È il primo lavoro di cui parlo senza essere arrivato in fondo e non mi vergogno a dirlo. Pensavo che fosse difficile fare peggio del pessimo “A walk with love and death”, ma qui sono riusciti ad andare oltre. Almeno in quel disco c’erano degli episodi che ti ricordavano che la classe non è acqua che, insomma, sempre dei Melvins stiamo parlando. Questo cane a cinque zampe (e non voglio sapere qual’ è la quinta…) tratta essenzialmente di un gruppo che ripropone se stesso, in chiave acustica e moscia. Qualcuno mi spieghi che senso può avere togliere gli amplificatori ai Melvins. Poteva trovare applicazione nel primo disco solista di King Buzzo (riuscito) ma già dal secondo la cosa aveva iniziato a perdere fascino. Se trattiamo della band madre, mi spiace, la cosa non quadra. Sembrano la versione musicale di Alex dopo la cura Ludovico, una fiera con senza denti e con gli artigli mutilati. Roger Osborne è, a mia sindacabile opinione, uno dei più grandi inventori di riff della storia, forse secondo solo all’eccelso Tony Iommi: perché abbia fatto un torto come questo alla sua opera è un mistero.

L’irruenza di “Honey Bucket” ridotta a uno straccio di canzone senza il minimo mordente è uno spettacolo al quale non voglio assistere. Quindi ogni volta ascolto cinque o sei brani e poi alzo mestamente bandiera bianca, sarò limitato o prevenuto io. Poi la noia, noia, noia, noia maledetta noia! Insopportabile, insopprimibile: tutto potevo aspettarmi nella vita ma vedere i Melvins ridotti ad una sterile controfigura di loro stessi, onestamente fa male alla musica. Oltretutto nessuno mi toglie dalla testa che il principale artefice di tutto questo sia il bassista Mc Donald incautamente prelevato dai Redd Kross e presente su tutti i loro peggiori dischi recenti, e che, per mia sfortuna, è ritornato dopo che Dale Crover aveva imbracciato il basso lasciando a Mike Dillard la batteria nel disco precedente. Ma licenziarlo e riprendere Jared Warren dopo che Coady Willis si è unito agli High On Fire? No eh? Continuiamo così… facciamoci del male. Molto male.

Jail has the wrong kind of bars!

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“Volete sapere perché sono uno str***o?”

“Questa è una piccola storia… allora, io non ho mai saputo NULLA dei Faith No More, si beh “you want it all, but you can’t blah blah blah” “we care a lot blah blah”, non molto più di questo in realtà. Però avevo sentito i Mr.Bungle e Mike Patton mi aveva invitato a suonare nei FantÔmas, sicchè un giorno ci ritroviamo assieme nel backstage ad aspettare di salire sul palco io e gli altri FantÔmas.

Ascoltiamo la musica di sottofondo, parte “War Pigs” e io… (comincia a fare facce disgustate) io non riesco a trattenermi dal dire “chi… chi ca**o… chi ca**o ha fatto la più mer***a versione di “War Pigs” che io abbia mai sentito???”

(a questo punto qualcuno -a voi indovinare- dall’audience esorta: “Suona War Pigs”! E lui risponde “Su dai, una cover per serata è sufficiente”! aveva appena eseguito, infatti, “The ballad of Dwight Fry” di Alice Cooper dicendo che se non ci fosse piaciuto Alice il concerto finiva lì)

Trevor Dunn sussurra a denti stretti “…stai zitto idiota!” ma Mike resta calmo…

Tempo dopo ci ritroviamo a suonare di supporto ai Mr. Bungle e ogni sera è un disastro! Ci odiano per il solo fatto di essere lì. Una sera in particolare ci ritroviamo a suonare al (qualcosa) Circus, con il palco circolare. C’è gente che ci odia da tutte le parti e, badate, non li abbiamo insultati provocati o altro. Ci odiano e basta: volano bottiglie insulti e tutto quanto.

E’ vero massacro, ma finiamo la scaletta e andiamo nel backstage. Mike, arrabbiato nero, requisisce la scaletta ai Mr. Bungle e gli consegna un foglietto con scritto: LORO LA PAGHERANNO! Io penso: “rimarrò qui in giro, voglio proprio vedere cosa succede!”

I Mr. Bungle salgono sul palco e sommergono tutti con rumore bianco e urla ad un volume devastante. I fan si guardano stupiti; dopo 20 minuti di devastazione sonora hanno una faccia a metà fra lo sconvolto ed il sofferente eppure resistono, si ripetono: “non so perché lo sta facendo ma è Mike, devo resistere!”. A quel punto Mike si cala i pantaloni si infila Qualcosa (non ho capito COSA) nel c**o e poi lo c**a in faccia al pubblico.

Io ho pensato… “Oddio!!! Lo sta facendo per me, per difendere ME! Io ho detto quella cosa orribile dei Faith No More e lui mi difende c*****o in faccia al pubblico!!!”.

Questo è il motivo per il quale io sono uno ST****O e Mike è uno dei miei eroi!”

Storiella raccontata (e raccolta liberamente dal sottoscritto) da Roger “King Buzzo” Osborne durante il suo concerto acustico al Carroponte di Sesto San Giovanni il 09/09/2014. Per la cronaca: il concerto è stato fantastico!!!

King Buzzo @ Carroponte 09/10/2014
King Buzzo @ Carroponte 09/10/2014

L’alluminio no, non l’avevo considerato!

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Aluminium Bass
Aluminium Bass

Quando si è fanatici di un gruppo si tende a notare tutto. Quando poi si tratta dei Melvins e della chitarra di Roger “Buzz” Osborne direi che la cosa non può passare inosservata.

Per anni ha suonato con una leggendaria Les-Paul nera, fino a quando si è munito di uno strano strumento non meglio identificato ed in un video lo si sente dire “Ho sempre pensato che la Les-Paul fosse la migliore chitarra del mondo. Ma ho dovuto cambiare idea!”.

Lo strano oggetto in questione è una chitarra tutta di alluminio, costruita dalla electric guitar company… e a giudicare da come suona (e da quanto costa) dev’essere senz’altro uno strumento meritevole. Inoltre il fatto che la suonino anche altri gruppi come Isis e Sunn 0))) depone ulteriormente a suo favore.

Ma l’alluminio no, non l’avevo considerato. Chissà che sensazione da’ in mano. Sicuramente deve avere un sustain infinito e la chitarra (o il basso come in fotografia) deve essere solida, difficilmente avrai bisogno di un liutaio in vita tua, se si dovesse stortare il manico, non si sa come, vai in officina direttamente! Il manico strettissimo è sicuramente una garanzia di maneggevolezza non indifferente ed anche il peso non dovrebbe essere troppo eccessivo, considerato che comunque l’alluminio è leggero, pensando che si tratta di un metallo: se realizzassero strumenti in ghisa, tipo la stufa della nonna, sarebbe sicuramente un’altra cosa!!

In un vecchio film di Nuti sul biliardo si diceva che le stecche di legno hanno un’anima propria, mentre a quelle di alluminio l’anima devi mettercela tu… magari è vero anche per gli strumenti musicali, comunque non avrò a breve 2.300$ per scoprirlo di persona!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=o8ps1XLaJ3A]