Sipario

Sogna fratello

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Mic
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Un respiro prima di cantare, la folla aspetta, i ragazzi ti guardano e sorridono dietro agli strumenti e al sipario, un ultimo momento di intimità: inala a fondo, senti l’aria entrare, calda ed umida, come quella tra i ragazzi assiepati a pochi metri, sotto al palco. Vogliono vedere gli occhi limpidi di un ragazzo, i suoi sogni sgusciare tra le note, la sua sensibilità trafiggere le loro anime, percepire la sua voce cristallina e pura. Ammirare un colore che non hanno mai visto materializzarsi davanti ai loro occhi. Intuire che non è possibile vivere senza cantare e nemmeno senza sentire gli altri far vibrare l’aria.

Nessuno può avere la stessa angoscia dentro dopo aver cantato. E’ il canto che cambia colore all’anima, la musica che lo accompagna… la voce è il primo strumento che l’umanità abbia mai suonato, quello che ognuno può reperire e può sperimentare direttamente, senza nessun impegno ulteriore che non derivi da noi stessi. Le corde sono già dentro di noi, occorre lasciarle tremare, come un sentimento tanto potente quanto riservato, nascosto eppure riconoscibile. Il suono è immateriale e bellissimo. Trasparente come l’acqua di un fiume eppure senza peso: va oltre la gravità fiero, con il petto gonfio di note e di ancestrali ed iridescenti passioni.

Sogna fratello e rendici partecipi delle meraviglie della tua anima. Della purezza che, induriti dal mondo, non siamo riusciti a mantenere viva. Del tuo animo bambino e curioso, del tuo sorriso appena accennato e della voglia di dormire sul divano stanotte… io spero solo che le tue visioni oniriche  riempiano la stanza e non se ne vadano più…