Sthephen O’Malley

Musicoterapia

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Per fruire completamente della musica bisogna stare bene, a me capita così. E’ una sorta di esercizio spirituale: se stai bene la senti scorrere dentro di te come un fiume in piena che ti travolge e ti attraversa come una carezza dello spirito. Impetuosa, ma pur sempre carezza, scuote e sconquassa ma ti lascia una persona migliore, sensibilizza ogni senso. Ed il fatto che si propaghi nell’etere aumenta a dismisura il suo fascino, è immateriale e fatta di vibrazioni e di etere, benché prodotta da strumenti materiali è della stessa sostanza dell’invisibile, del mistico, del trascendente.

Se non siamo in sintonia con quello che ci circonda, può risollevarci, ma in quel caso la simbiosi è squilibrata. Non che ci sia nulla di male, ma non è la stessa cosa. Quando abbandono le note è perché ho bisogno di silenzio, quando abbandono le parole è perché non riesco a parlare. O non mi fido di ciò che potrei dire. Il silenzio comunque non ha mai vinto.

Che poi mi curi con suoni che farebbero ammalare altri… beh questa è un’altra storia!