Temporal

Isis: Temporal

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Isis Temporal
Isis Temporal

La mia ammirazione per Mr. Aaron Turner sicuramente non è mai stata in discussione, ed il suo ex-gruppo, gli Isis, sicuramente sono stati tra le proposte più interessanti dei disgraziati anni duemila. “Panopticon” e, soprattutto, “Oceanic” hanno rappresentato due veri e propri fari per la stagnazione imperante nel passato decennio. Nonostante spesso si sia giunti alla facile conclusione che Neurosis e Isis appartenessero ad una nuova corrente musicale (e la presenza di un gruppo “satellite” come i Cult Of Luna sembrerebbero confermarlo) sono maggiormente propenso a ritenere che i due gruppi appartengano a realtà più distinte di quanto si potrebbe ritenere.

Precisato questo, il disco intitolato “Temporal” sembra porre definitivamente la parola fine all’avventura della dea egizia, con buona pace del buon numero di sostenitori che il gruppo aveva anche nel nostro paese, come le due ultime esibizioni allo Spaziale Festival di Torino e al Tunnel di Milano testimoniarono ai tempi. L’epitaffio ha la caratteristica principale di non limitarsi ad una mera compilazione dei brani del gruppo, ma di mantenere comunque alta l’attenzione attraverso un repertorio maggiormente attento alla produzione post-“Oceanic” attraverso pochi inediti ma molte versioni demo ed acustiche di canzoni finite sui dischi del gruppo, senza contare cover di Godflesh e Black Sabbath e brani recuperati da uno split con i Melvins. Probabilmente non li vedremo più calcare i palchi, ma ormai il loro stile è stato scritto nel firmamento della musica pesante.