The End Of Something

The end of something!

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Touch your fear, don’t be afraid, don’t be afraid, It’s the end of something!

E’ incredibile a quanta gente non importi nulla della fine delle cose. Decretare la fine di una cosa qualsiasi appare come una fatica inutile ad una quantità incredibile di persone tra cui amici, parenti, fidanzate, datori di lavoro e una serie di personaggi non meglio identificati con cui, comunque, ci tocca avere a che fare. Oggi non si usa più: di solito si tronca il rapporto di netto senza tanti complimenti e chi s’è visto s’è visto. Mi sembra un po’ troppo comodo, mi sembra che tutta questa gente non abbia il coraggio di guardarti negli occhi e dirti: “guarda ciccio, è finita per questo, questo e quest’altro motivo”*. Per ovviare all’incoveniente, indubbiamente scomodo, di dover sostenere uno sguardo o prendersi la responsabilità di argomentare ciò che si sta facendo -se proprio si vuol tentare di palesare un minimo di inutile considerazione per l’interlocutore- si presentano oramai tutta una serie di metodi alternativo/tecnologici assolutamente inadatti ad una cosa del genere quali pizzini di varia natura e foggia, sms, e-mail, posta prioritaria (ed è già un lusso!) e qualsiasi cosa risulti altamente freddo ed impersonale nonché, nei casi più gravi, crudele ed insultante. Difficile far trasparire qualcosa da mezzi di comunicazione del genere: a mio parere forse la lettera in stile ottocentesco si salva, ma niente potrà mai risultare efficace quanto la classica chiacchierata faccia a faccia se vogliamo dimostrare del rispetto per il nostro interlocutore.

Per uno che poi, come il sottoscritto, fa fatica ad accettare la fine di qualsiasi cosa, direi che la cosa è assolutamente fondamentale, se non altro per mantenere il rispetto di chi mi sta di fronte. L’ inizio è basilare ma anche la fine ha la sua importanza.

*Questa espressione è un dichiarato tributo a questo perduto personaggio dell’ imprescindibile Corrado Guzzanti: