The Ramones

Non avrai altro preside all’infuori di me!

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Il nostro preside sulla copertina di un noto disco Death Metal!

Quando si frequentano le scuole superiori il mondo è popolato di figure mitologiche: alcune assomigliano al Dio Del Tuono (tipicamente un musicista a caso, chessò Steve Harris?), altre ad Afrodite (la ragazza a cui fai il filo che non sa nemmeno che esisti), altre ancora ad un’ Idra di Lerna a sette teste. E’ questo il caso che andremo a trattare oggi, infatti non so se per altri valgono le stesse cose, ma per il sottoscritto, la figura del preside dell’Istituto Tecnico Industriale che frequentavo ci si avvicinava abbastanza. Va detto che il nostro istituto era popolato di scapestrati e di duri, capaci di fumare come turchi a sedici anni, di atti di vandalismo inenarrabile (sodio metallico buttato impunemente nelle turche dei bagni), di rendimenti a dir poco sconvolgenti per assoluta incuranza ed inettitudine; però, ai miei occhi di allora, uno capace di rimandare una persona (chi ha parlato di me?) con la media del 5,5 in matematica a settembre incarnava un essere tutto sommato crudele. Una maledetta e misera materia! Non si fa! Ed infatti per ripicca non studiai nulla e, nonostante una scena muta clamorosa, furono costretti a promuovermi ugualmente in seconda.

Non si limitò a questo: sopportò l’onta (probabilmente voluta) di una classe con 0 (zero) promossi a giugno: tre rimandati a settembre e tutti gli altri segati, come era d’uso dire allora. In cinque anni di scuola mi fece fare una misera gita di un giorno nella bellissima (almeno questo) Bergamo, mentre i miei amici ai licei se ne andavano cinque giorni a Barcellona, tre a Parigi o una settimana a Londra (ululati). Cose così, che ora sembrano nulla, ma allora avevano la loro importanza.

A sua difesa va detto che l’istituto era sovraffollato: le sezioni arrivavano alla lettera P quando c’ero io, quindi sarebbe stato impensabile essere di manica larga. Noi eravamo perennemente accoppiati per le (mooolto eventuali) gite ad una classe che collezionava note sul registro per sport, inoltre gestire un istituto con 1200 anime non è facile. Obbiettivamente, sotto il suo occhio vigilie e sporgente, la scuola ha conosciuto dei fasti che, in alcuni casi, l’hanno portata a livelli assimilabili ai ben più blasonati licei locali. Ovviamente però all’epoca non me ne poteva fregare di meno.

Però oggi, guardando un tristissimo tiggì locale, ho appreso che abdicherà a favore del preside del locale istituto per geometri (disonore massimo!) e la notizia mi ha toccato, chissà come, il cuore. Perché sarà stato duro, severo ed inflessibile, avrà fatto telefonare ai genitori solo perché indossavi un paio di bermuda al posto dei più composti pantaloni lunghi, però resta il MIO preside, resta la MIA scuola superiore e, come altri hanno giustamente sottolineato: “Il suo regno è tramontato… Dopo di lui, solo caos e devastazione!”…ed io ho già i miei bei brividi di terrore, pensavo che sarebbe durato in eterno!

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Motivetti Diabolici

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Sì lo so, non dite nulla, ve lo leggo nello sguardo che volete che io tratti di crocicchi malfamati, New Orleans, “Sympathy For The Devil”, del blues e di “The Number Of The Beast”, ebbene non vi faccio questa concessione. Ci sono parecchi satanassi nelle canzoni che ascolto, quindi per ora basta, concedetemelo, stasera avevo in mente di dare libero sfogo alla mia nota vena positiva, postando “The Weeping Song” di Nick Cave And The Bad Seeds, anche perché sono un paio di mattine che mi sveglio dopo aver sognato di scoppiare in lacrime ed ho esattamente quella sensazione appena il sonno se ne va: come se avessi appena finito di piangere a dirotto cosa che però non è mai successa. Ma non doveva andare così, sarebbe stata una scelta scontata, nonostante ami quella canzone anche per essere finita in un cortometraggio di Wim Wenders. Il fatto è che uno di quei maledetti motivetti mi si è piazzato in testa e non ne è più uscito! I motivetti diabolici sono esattamente questo: canzonette capaci di piazzarsi tra le pieghe del cervello, tormentarti per ore o magari per giorni e facendoti sperare che si interrompa quella connessione neurale che ti rende schiavo di quella particolare sequenza di note o parole per qualche tempo lasciandoti libero… anche solo di respirare! Ecco un freddo elenco (ovviamente incompleto) di alcuni brani in grado di sortire un tale infernale effetto:

Primus- “Here Comes The Bastards”: Les Claypool è uno dei motivi per i quali ho finito per imbracciare un basso, a parte questo mi piace molto il suo immaginario improbabile e -se mi passate il termine- cartoonesco, contornato dai suoi personaggi assurdi. Il giro di basso di questo brano è assolutamente impossibile da estrarre dalle meningi!

Talking Heads- “Road To Nowhere”: I Talking Heads sono tutt’ora un mistero per me, con la loro attitudine stralunata ed impossibile tra catalogare: qui ad essere assolutamente inevitabili, per me, sono le linee vocali di Byrne e come le canta in modo sinuoso ed ipnotico. Da applausi anche il video in stop-motion: una tecnica affascinante quanto caduta in disuso…

The Proclaimers- “I’m Gonna Be”: Un accento irresistibile ed un ritmo incalzante e ripetitivo. Troppo poco? Per me è più che sufficiente per passare un paio di di giorni canticchiando questa canzoncina…

Blondie: “Heart Of Glass”: Qui il motivo dell’ossessione potrebbe essere il “U-uh oh-oh” e la voce di Debbie Harry (oltre alla sua avvenenza di cui si era accorto anche H.R. Giger), in realtà, oltre a questo, il motivo è più storico: “Heart Of Glass” è una delle prime canzoni che io mi ricordi di aver mai sentito. Da notare anche come la Harry sia l’unica del suo gruppo a sentirsi a suo agio anche dietro la telecamera!!!

The Ramones- “Surfin’ Bird”: Ve la devo anche spiegare questa??? Saltate come dei pazzi, cosa aspettate? E non scordate di fare delle facce buffe durante il “Brrrrrrrr”!!!!

‘Notte, speriamo di sognare altro stasera!!!