Valvole

E alla fine cosa siamo senza passione?!

Postato il Aggiornato il

Con questo interrogativo dall’esito scontato il compare giustifica l’insano gesto. Che si traduce in una disperata, strenua trasferta a Milano, per vedere quattro giapponesi più una suonare come dei Black Sabbath pesanti e strafatti. Roba per noialtri insomma. Roba senza la quale non potremmo non dico vivere ma avere una certa dignità innanzi a noi stessi. Ha ha.

Il punto è che ha ragione, ascolto musica da una vita e non mi ha mai abbandonato, è sempre stata fedele e presente. E probabilmente il concerto è l’espressione massima di tutto questo. Lo è sicuramente per i Church Of Misery, e per spezzare un digiuno che oramai sapeva di uno stantio imborghesire, abbiamo scelto loro. Non è stata una scelta casuale: oramai siamo alla terza volta che ne gustiamo le performance. La prima volta, quella della rivelazione, fu nella bassa trevigiana dove un manipolo di uomini locali li aveva chiamati a suonare al loro centro ricreativo, con anche i Minsk e una selezione di gentaglia locale, per dar vita ad un mini festival ruspante e fraterno, una cosa che difficilmente scorderemo, come pure la puntata in terra del prosecco (e della grappa) del giorno susseguente.

La seconda volta non riuscimmo a vederli come si deve al confusionario, quanto lodevole nelle intenzioni, MiOdi di qualche anno fa. Stavolta la cosa è diversa. Spesso eventi contingenti ci portano a lasciare in un angolo le nostre passioni, quello che più ci piace fare. Però queste non possono soccombere in eterno.

“That is not dead which can eternal lie,  And with strange aeons even death may die.”

Questo lo sapete tutti, mi auguro. E infatti risorge, la passione risorge. E lo fa in in tripudio di valvole affumicate! Se abbiamo scelto i CoM, lo abbiamo fatto perché dal vivo sono spettacolari. Se su disco la loro miscela di groove sabbathiano (e settantiano) e serial killers (ognuno ha le sue ossessioni) fa sfrigolare gli amplificatori a dovere, anche senza brillare in originalità, dal vivo la presenza fisica, elettrica e vibrante dei nostri diventa incontenibile. Straripante.

Questi quattro giapponesi riaccendono tutto ed il fuoco divampa in un attimo e cammina con noi. All’entrata ci accaparriamo le ultime due copie in vinile di “The second coming” con mr. Bundy in copertina, con buona pace di tutti gli altri intervenuti. La ragazza nipponica ci resta di stucco quando specifichiamo che ne vogliamo due, cosa del resto ovvia per noi. Si prosegue tra un amaro (mai notato che il dozzinale montenegro sembra chinotto alcolico?!) e quattro chiacchiere, per ammazzare il tempo aspettando che il gruppo di supporto finisca.

Poi finalmente, in netto anticipo per i pessimi standard del Magnolia, iniziano ed è come se il tempo intercorso dal primo concerto non fosse mai passato, certo: cantante e chitarrista sono cambiati, ma lo spirito è sempre quello. E pare che ogni nota concorra a ricordarci chi siamo, cosa ascoltiamo, un po’ tutte le avventure vissute assieme. Una passione che si riafferma, che non si arrende e non si estingue. Siamo noi e la musica: i piatti, le corde, i cavi, i coni, le pelli e le valvole.

Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014
Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014
Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014
Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014
Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014
Church of Misery live @ Magnolia 04/02/2014

Maurits Cornelis Escher e le valvole KT 88

Postato il Aggiornato il

Maurits Cornelis Escher
Maurits Cornelis Escher- “Autoritratto”

Trovarsi di fronte una rinnovata veste grafica così di punto in bianco può spiazzare, si vedano i commenti del post precedente. Ecco, aver messo il leggendario logo dei Black Sabbath sullo sfondo per il compleanno di Tony Iommi ieri, ha scatenato la rivoluzione grafica davanti alla quale vi trovate adesso.

KT 88 (Tubes forever!)
KT 88 (Tubes forever!)

Prima l’inversione: testata colorata e sfondo in b/n. L’occhio sullo sfondo è un’ opera del grandissimo M.C. Escher, incisore ed illustratore olandese noto per la sua propensione alle illusioni ottiche e prospettiche. Avendo io scelto una mia radiografia come immagine del profilo ed essendoci un teschio nella pupilla, sembra quasi che sia l’occhio di chi legge il blog, almeno quella era l’idea. La ripetizione accentua invece la componente ossessiva e claustrofobica.

La testata (anche per assonanza del termine!) invece riprende l’immagine delle mitiche valvole panciute KT88 durante il funzionamento. Solitamente vengono utilizzate dai vari Green, Orange o Matamp… turn it on!

Musica come estasi

Postato il Aggiornato il

Defilatomi da cotanto matrimonio (vedasi post precedente) in evidente stato di nausea spirituale e in compagnia di una buona dose di acidità di stomaco e di spirito che non smetterà di seguirmi ancora per qualche ora, torno a casa e, con una velocità superiore al normale, mi preparo per Mr. Cisneros e le sue valvole incandescenti. La connessione ad internet fa ovviamente le bizze e mi ci vuole una mezz’ora buona a connettermi e a prendere informazioni sul luogo del reato, il teatro colosseo a Torino. C’eravamo già stati per la verità (per il trentennale degli Einstürzende Neubauten), però essendo io assalito puntualmente da mille paranoie, devo sempre ricontrollare tutto mille volte, comunque alla fine ci riesco.

Raggiungo il mio partner in crime (che continuerò qui a chiamare Oltranzista come facevo sullo xerosignal n°1) che non ha tutta questa voglia di sbattersi fino a Torino, lo rincuoro dicendogli che siamo “a secco” ormai da mesi e che il sig. Cisneros vale la pena. Saltiamo sulla Panda 4×4 oramai fida compagna di avventure campestri e metropolitane e via verso nuove esplorazioni. Come concordato parcheggiamo nei pressi del Valentino dove, oltre al parchetto curatissimo, c’è anche una qualche disco-stunz frequentata dalla Torino bene. Infatti in capo a pochi minuti si presenta una di quelle limousine lunghissime di un disgraziato color rosa (!!!) dalla quale scendono allegre e festanti donzelle massimo ventenni vestite di tutto punto e pronte a rendere gloria ad una di loro che, evidentemente, compiva gli anni. La scena mi sembra surreale e alquanto grottesca ma, dopotutto, mi ricordo che sono un provinciale sfigato e accorro verso la meta.

Qui, dopo aver visto Mr. Cisneros consumare d’un fiato un caffè americano (per me è una bestemmia il caffè americano, se può interessare) appena corretto con il latte, vengo avvicinato dal tour manager (e dal batterista Emile Amos) che, sinceratosi che sapessi un minimo di inglese, mi chiede di dargli una mano perché nessuno si è ancora premurato di fargli pervenire i pass. Mi  verrebbe da rispondergli “Organization is what we do best, here!” ma mi astengo, parlo (sempre in inglese!) con una delle maschere finché il suddetto tour manager mi fa notare che avrei dovuto parlarle nella mia lingua madre 😀 e poi, classicamente, la cosa si risolve in una bolla di sapone perché i pass nessuno li ha (!!!) e comunque le maschere assicurano di aver memorizzato le loro facce (sì ma tutti gli altri??). Mah.

Sugli altri due “gruppi” ammetto di saper dire decisamente poco: Lichens mi esaspera da morire con i suoi suoni a bassa frequenza con sottofondo di colori psichedelici in movimento… dopo 2 minuti (massima resistenza possibile) ho già le orecchie che mi ululano “Uuuuuuuu” e vado al bar. Quindi con Demdike Stare me la prendo comoda ed entro dopo un bel pezzo dall’inizio della loro esibizione… il risultato non cambia molto: le immagini proiettate sembrano provenire dall’immaginario degli Electric Wizard piene come sono di satanassi e donzelle nude molto anni’70. Per questo mi strappano un minimo di simpatia in più, però la musica mette a dura prova la mia sopportazione con tutti quegli alinenanti campionamenti in loop e nessuno che si prenda la briga di imbracciare un maledetto strumento. Sarà anche bello ma decisamente non fa per me.

Chiaro che con gli OM è un’altra storia e, posso anche dirlo, finalmente!

La (Sempre più invidiata) strumentazione di Al Cisneros

Innanzitutto vorrei porre l’attenzione sulla strumentazione del bassista americano: rastrelliera di bassi Rickenbacker e conseguente amplificazione ampeg. Solo a vedere tutto quel ben di dio mi spunta un sorriso chilometrico. Poi il concerto… effettivamente il suono di Al è bellissimo, direi estremamente vicino all’idealità per quanto mi riguarda: tutto vibra attorno, ma non si tratta di una vibrazione molesta ed invasiva come potrebbe essere quella dei Sunn 0))), tutt’altro: è incredibilmente morbida e si armonizza perfettamente con l’ambiente circostante, personalmente mi comunica uno strano senso di armonia che perdurerà anche nelle parti maggiormente distorte del concerto.

Locandina di Steuso per “Musica come estasi”

Ammetto tranquillamente che io e l’Oltranzista siamo dei nostalgici riguardo agli OM, che vorremmo vedere ancora Chris Hakius seduto dietro il kit, con il suo stile sbracciato e potente, però occorre che rendiamo onore anche ad Emile Amos (Grails) probabilmente molto più professionale ma meno affascinante ai nostri occhi, che comunque sostiene i mantra bassistici del mastermind con una percussività nervosa e precisa, decisamente incastrata nel contesto. Le altre velleità strumentali vengono affidate ad un polistrumentista a noi ignoto che interviene con tastiere, chitarre e brani probabilmente campionati, nulla più che un mero figurante. Il concerto si svolge splendidamente, con un repertorio interessante: come detto i suoni soddisfano soprattutto a una certa distanza dal palco, e l’atmosfera si fa avvolgente e anche in qualche modo meditativa, secondo anche la filosofia adottata da Cisneros, molto addentro al settore spirituale delle cose ed anche alla meditazione propriamente detta. Se posso fare un appunto riguarda la durata piuttosto risicata dell’esibizione, avrei volentieri fatto a meno delle due esibizioni precedenti per uno o due brani in più… pur rimanendo comunque soddisfatto.

All’uscita ci accaparriamo il poster di Steuso di rito, stavolta un po’ sottotono nell’eccesso di autocitazioni: l’idea degli occhi sembra presa dal poster degli Electric Wizard, mentre quella della valvola da quello dei Neurosis, comunque è sempre una rappresentazione di un evento cui si è partecipato che è bello appendere al muro. Speriamo solo di non dover nuovamente digiunare così a lungo in futuro!

OM e ospite
OM: Al Cisneros e Emile Amos
OM: Al Cisneros e Emile Amos
Al Cisneros

Mi scuso per la pessima qualità delle foto, stavolta anche peggio del solito: la sala era praticamente buia ed il palco piuttosto distante anche alla prima fila!