Vangelo secondo Giovanni

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)

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Temete che un post dove si cita satana, come il mio precedente (tra parentesi il satanista è Marc Almond, non io!) sia un tantino indigesto? Ebbene, non pensavo che lo avrei mai fatto, ma parlerò qui del vangelo di Giovanni. La frase che sta in cima al post è stata un di quelle sulle quali ho riflettuto maggiormente nell’ultimo periodo è, sorpresa delle sorprese, una delle cose più vere che mi sia mai capitato di leggere. Senza verità non c’è libertà, non bisognerebbe averene paura però a tratti succede, eppure ogni volta che nascondiamo una realtà tarpiamo la libertà del nostro interlocutore.

Poichè se non sappiamo i tutti i termini di un problema, non siamo liberi di trovare la soluzione più adeguata. Dunque la verità è la condizione prima per pensare di potersi avvicinare ad essere liberi (e conspevoli), dando comunque per assodato che la verità assoluta non esiste, ma è piuttosto un asintoto a cui tendere, esattamente come lo è la libertà, come lo sono gli ideali. Senza asintoti non si avrebbe comunque nulla a cui tendere e si sprecherebbe energia cambiando continuamente direzione, finendo per non andare da nessuna parte.

Inoltre quando nascondiamo la verità, magari anche in buona fede, neghiamo fiducia al nostro interlocutore… pensando che non sia in grado di capire o che la verità lo ferirebbe troppo, gli precludiamo comunque la possibilità di poter capire senza che ci giudichi o salti alle conclusioni. In definitiva se stimiamo qualcuno occorre dimostrarglielo comunicando e fidandoci, l’unico problema è che bisogna capire con chi questo sia possibile, perchè il mondo può davvero magiarti vivo a volte…

[Fin troppo serio questa volta indi…]