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Memoria

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Il cuore secondo Leonardo

La distanza diventa incolmabile ed io ardo di vuoto. Ardo per la vostra assenza, ardo di buio, ardo di una fiamma algida e implacabile, ardo dell’amore che non ho mai smesso di provare, ovunque voi siate. Lontani per chilometri, lontani per distanze inquantificabili. Ho invocato la solitudine ed ho ottenuto l’oblio e l’incomunicabilità. Ho invocato la solitudine, tuttavia non il silenzio e l’abbandono. Indissolubile melancolia di risposte a domande che ho osato rivolgere solo a me stesso. Voi siete in me, sappiatelo. Alcuni in zone morte, tra le striature del cuore, altri in atrii e ventricoli bui eppure mai così vivi come in questo momento. E se le ferite traboccano di sangue scuro, il cuore non smetterà di battere e di testimoniare questi legami dei quali non parlo, ma che non per questo non esistono. Voi siete vivi, tra le vertigini dei ricordi, nelle vite che trascorrono lontano dall’azzurro screziato dei miei occhi, nelle vite che conducete dispersi nell’azzurro del cielo. Sento la vostra presenza ed immagino il vostro sguardo. E  mi struggo per non consumare la vostra memoria ed onorarla.