Ero un tasso prima di te

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Il tasso è un animale che chiunque abiti nella mia provincia consce bene. Sembra una nuvola grigio chiaro che cammina ed ha dei contorni indefiniti che assumono una forma compiuta solo quando lo si guarda in faccia. Da noi ha la fama di essere discretamente irascibile soprattutto se si entra nel suo raggio d’azione. Anni fa ho anche scoperto a mie spese che con il suo pelo si fanno pennelli da barba, l’avessi saputo non avrei mai comprato un pennello da barba. A me sta simpatico come animale, anche sulla copertina dei Del Norte da Pesaro.

Questo disco sembra uscito dalla produzione di Steve Albini, invece hanno fatto quasi tutto in casa (ad eccezione della batteria) con un suono finalmente sporco, grezzo e genuino come quasi non se ne sentono più. Sonorità come queste mi fanno pensare al me stesso 20enne alle prese con Nirvana e Dinosaur Jr. a quel periodo magico che furono gli anni ’90, ai CD, alle cassette ed ai vinili che allora erano pesantemente in declino. Non ho realizzato quanto ne avessi bisogno fino a quando è partita la prima nota, al che ho realizzato che avevo incosciamente abbandonato quel filone tempo fa ma senza una ragione precisa, forse anche perché nessuno lo suonava più. A un certo punto, morto Cobain, sciolti i Dinosaur jr., in crisi di identità un po’ tutti gli altri e con l’avvento dei suoni digitali, l’interesse era andato un po’ scemando, ma aveva continuato a covare sotto la cenere tanto che poi lo stesso J Mascis ha rianimato il dinosauro (anche se con meno ispirazione di prima…) e l’interesse si è ridestato in tutti coloro che hanno amato certe atmosfere .

Piazzate in un vecchio frullatore rumoroso i Dinosaur Jr., i Nirvana e molto noise-rock, con un retrogusto di fuzz e distorsioni assortite, aggiungete una voce stralunata ed a tratti eterea, una batteria possente e un suono sornione e ipnotico come un mantra elettrico. Frullate tutto nel cuore della notte fino a svegliare il quartiere intero. Questi sono i Del Norte, o almeno la descrizione migliore che riesco a farne, salvo che poi in qualche frangente tirino fuori anche un lato più intimista che completa il quadro.

Difficile descrivere le sensazioni che provocano, almeno a me fanno venire in mente il tempo che fu; ad ascoltatori più giovani non ho proprio idea di che effetto possano fare, ma proprio per questo sarebbe il caso di provare: la versione digitale del disco costa 3€ ma ne vale molti di più.

Ps.: Se ne parla anche qui e qui

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