This time I don’t wanna listen!

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Chi Cheng (1970/2013)
Chi Cheng (1970/2013)

Comincio davvero ad essere stanco di questo tipo di notizie che, ultimamente, si stanno susseguendo terribilmente una dietro l’altra. Davvero, vedere delle persone che ti sono state accanto con la loro arte che si spengono  in successione aggiunge una tristezza difficile da esprimere a parole al già problematico quotidiano che ci troviamo ad affrontare.

Difficile non intristirsi di fronte alla dipartita di Jannacci e adesso, per quanto artisticamente distante,  di fronte a quella di Chi Cheng dei Deftones che è tragicamente mancato (lasciando anche un figlio piccolo) sabato scorso a Sacramento.

Nel novembre 2008 era stato vittima di un serissimo incidente stradale, aggravato dal mancato utilizzo della cintura di sicurezza. Da allora il bassista era rimasto in coma per diverso tempo e solo ultimamente sembrava avviarsi verso una lunga e difficile riabilitazione avendo cominciato a muovere difficoltosamente gli arti. Purtroppo questi segnali di ripresa non sono stati sufficienti perché Chi ha cessato di vivere alle tre di mattina.

Basterebbe dire questo ed unirsi idealmente alla fiaccolata silente che ha avuto luogo alla Cesar Chavez plaza a Sacramento. Di fronte ad una simile tragedia in termini si resta senza parole o si ricordano dentro di se’ le circostanze legate al gruppo al quale Chi apparteneva.

I Deftones fecero la loro comparsa nei miei padiglioni auricolari nel 1997, con il loro secondo album “Around The Fur” e, almeno fino all’uscita del disco omonimo, sono rimasti costantemente nei miei ascolti. Mi raccolsero in uno dei periodi più bui e desolati della mia esistenza, esattamente quando le prime speranze incominciano ad infrangersi contro il cemento armato dell’esistenza e seguirono da vicino il declino delle utopie giovanili e l’amaro loro trasformarsi in disillusione e miscredenza. Misero una colonna sonora in sottofondo all’indurimento dell’anima che si verifica spesso, ad un certo punto, a chi fa degli ideali l’asintoto a cui tendere. Quando lo scontro con la realtà si fece cruento e disperato, la voce di Chino Moreno cantava: “stai tranquillo e guida, non importa dove, ma lontano” ed il basso di Chi scandiva il tempo sulle quattro corde, dietro di lui. Ed il suo suono non sarà dimenticato.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=KvknOXGPzCQ]
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