Siamo ancora qui!

Se consideriamo che l’anno si è aperto assistendo a due concerti in due giorni,non possiamo lamentarci. Il bassistico duo è passato attraverso l’apatia per due sere e poi è tornato a nascondersi nell’ombra di lavori quotidiani, malattie da raffreddamento e routine impossibili da eludere se non per lo spazio di due recipienti colmi di malto fermentato e luppolo.

Siamo arrivati al 2015, qualsiasi cosa sia successa altrettanti anni or siamo. Non fa alcuna differenza in realtà, potrebbe essere un numero qualsiasi ma siamo qui e sebbene sfiniti dal quotidiano, siamo ancora in grado di ritagliare qualche attimo al di fuori dalla consuetudine dei nostri giorni feriali.

Ironico che per farlo si debba guardare al passato. L’Hiroshima mon amour è un locale storico di Torino, che oggi ospita  un altrettanto storico ospite. Mauro Guazzotti, in arte MGZ. Per me è rimasto per un bel pezzo una sorta di giullare indefinito che seguiva i Negazione in tour… fin quando arrivai ad ascoltare un suo brano… e allora capii che era molto di più.

Era un pazzo! Subito le basi simil-techno mi misero a disagio, il problema è che ovviamente mi prendevo troppo sul serio. Anche perché quando ascoltai il testo mi fu tutto chiaro, ovvero che dovevo lasciar perdere i pregiudizi e farmi una risata. E la risata mi avrebbe seppellito, non mi avrebbe più lasciato. Grande MGZ, fa piacere sapere che sei ancora qui anche tu (e che ai tuoi concerti ci si diverte come matti…).

MGZ @ Hroshima Mon Amour 23/01/2014
MGZ @ Hroshima Mon Amour 23/01/2014

Il giorno dopo, senza soluzione di continuità, tocca agli Obituary: più di un anno fa ho finanziato il loro rientro discografico e direi che, a questo punto, fosse il caso di controllare l’investimento. Su disco finalmente sembrano aver ritrovato la vena, dopo un paio di lavori un po’ sotto tono. Cambiano bassista e chitarra solista e ritornano in grande spolvero. Sono invecchiati decisamente poco dall’ultima volta: John Tardy ha messo su pancia, ha la barba che imbianca eppure rimane una delle voci che indiscutibilmente hanno segnato il mondo della musica pesante. Per Donald Tardy non c’è vecchiaia che tenga, quando si siede sul suo sgabello a petto nudo e cappellino da redneck fa lo stesso effetto del terremoto. Poi c’è il nostro idolo Trevor Peres… dalla carnagione chiara e le occhiaie scure, non ha ancora perso uno dei suoi capelli (lunghissimi) e tantomeno ha preso ad imbiancare. Macina i suoi riffs accordato più basso di un abisso in totale adorazione dei primi Celtic Frost più catacombali. Il piatto è servito.

Ci perdiamo i gruppi di supporto in favore di una rinfrescante dose di cervogia, ma poi individuo l’amplificatore di Trevor e mi ci metto davanti. E oggi come ieri sembrano ancora gli anni ’90. Nostalgici certo, ma anche dannatamente concreti, dopo tutti questi anni. E’ impossibile accontentare tutti i fan, come non cedere alla blasfemia al microfono… eppure perché non cedere alla tentazione di pensare che il tempo non sia mai passato, nonostante Frank Watkins si sia perso nel nulla e Allen West nell’alcool. Lunga vita ai redneck, prima o poi mi farò un giro in Florida e sui vostri simpatici ventoloni che scivolano sull’acqua!

Obituary @ Rock'n'roll arena Romagnano Sesia (NO)
Obituary @ Rock’n’roll arena Romagnano Sesia (NO)

Corrosion Of Conformity: “Megalodon”

Conrrosion Of Conformity live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia (NO)

Esiste qualcosa di “più metal” di produrre automobili? Bisognerebbe chiedere alla Toyota che tramite la sua Scion Audio/Visual, ha già fatto uscire (download gratuito) un EP dei gloriosi Melvins (“The Bulls And The Bees”) e, in questi giorni, ha provveduto a far uscire un EP sempre a downloading gratuito dei veterani COC che avevo avuto l’occasione di vedere in formazione trio la scorsa primavera alla Rock’n’roll Arena a Romagnano Sesia (NO). L’EP il questione si chiama “Megalodon” è musicalmente piacevole per chi abbia apprezzato anche la formazione senza Pepper Keenan, nessuna rivoluzione nel suono di sorta, sono i Corrosion che abbiamo apprezzato su disco (l’ultimo omonimo) e che conosciamo bene da tempo.

Personalmente credo che i COC abbiano più che dimostrato il loro eclettismo musicale partendo da un disco intransigentemente HC come “Eye For An Eye” per poi far entrare elementi decisamente più metal, quando i due generi si guardavano quantomeno in cagnesco, per passare ad una forma di Thrash personale (“Blind”), fino ad essere folgorati sulla via di Damasco dal Verbo dei ‘Sabbath nel loro periodo di massima popolarità nei ’90 (l’indimenticato “Deliverance”). Non li si può certo tacciare di immobilismo sonoro come si potrebbe fare con gli AC/DC! Quindi adesso non mi sembra il caso di sindacare sul loro immobilismo temporaneo: la loro ultima ultima incarnazione incorpora l’ urgenza di dischi come “Animosity” con il suono molto più settantiano che li contraddistingueva negli anni novanta, e poi alla fin fine a caval donato… non si guarda in bocca, non vi pare???

L’indirizzo al quale bisogna presentarsi è questo qui… se riuscite a capire come funziona, io ho dato loro la mia mail ma non è ancora arrivato nulla… magari sono troppo impaziente io, comunque, mentre pazientate potrete sempre guardare un video:

Irish Whip!

Bravi, Bravi, Bravi. Non inizio tanti post in questo modo ma assistendo all’esibizione dei Therapy? ieri sera a Romagnano Sesia non posso far altro che applaudire alla loro bravura. Nonostante il periodo della massima notorietà dovuto a storici lavori come “Nurse” o “Troublegum” sia passato ormai da almeno quindici anni e l’onda lunga di quel alt-metal si sia andata esaurendo da un pezzo loro non si sono dati per vinti e hanno continuato dritti per la loro strada e… dal vivo suonano ancora alla grande! Mai sottovalutare l’irlanda e gli irlandesi! Gli ingredienti ci sono ancora tutti: l’ironia, ma anche una carica emozionale tutt’altro che esaurita e la voglia di suonare sempre e comunque. A vederli sembra proprio che l’intestazione del loro sito “We are Therapy? helping the afflicted since 1990” sia assolutamente azzeccata perché rappresentano una iniezione di voglia di vivere notevole, scherzando su tutto come dei veri irlandesi saprebbero fare: dalla partita di calcio disputata con il team della R’n’r Arena persa tragicamente 12 a 2: “The only good thing about footbal in Ireland is the Italian manager!” dice uno stizzito AndyCairns, alla loro lingua: “I’m so sad that my italian sucks, but I’m Irish and my english sucks too!”, ai loro miti nazionali: “James Joyce is f***ing my sister”!

Poi una fiera appartenenza al mondo del rock’n’roll rivendicata attraverso una serie di covers, complete o solo accennate, a partire da quella storica di “Isolation” dei Joy Division suonata subito, in apertura. Sarà autosuggestione ma quel gruppo, quella canzone, seppur suonata in tutt’altro contesto, riesce ancora a suscitare emozioni decisamente intense, forse perché ci avevi messo una pietra sopra a sentirla dal vivo. E poi Neil Young (“Hey hey my my”), Husker Dü  (“Diane”), The Stooges (“I wanna be your dog”), The Misfits (“Where The Eagles Dare”) le ultime due assolutamente fuori scaletta nell’enfasi di un finale da urlo dove forse anche loro restano stupiti in positivo dal responso del pubblico (qualcuno fa addirittura stage diving!) scambiandosi dei sorrisetti eloquenti e saltando qua e là come dei pazzi.

E poi le loro canzoni! Si va dalla mitica “The Unbeliever” a “Teethgrinder”, da “Die Laughin'” (dedicata a Kurt Cobain e Amy Whinehouse?!?) a “Nowhere” posta anch’essa nel finale. “The evil prince himself” Michael Mc Keegan è un bassista incapace di star fermo, al punto di rinunciare direttamente ai cavi, affidandosi a un wireless che gli permette di andare avanti e indietro, saltare e girare su se stesso come una trottola impazzita tutto il tempo, su Andy Cairns che dire? Di certo gli anni passati gli si leggono in viso, ma sicuramente lo spirito non si è spento e nemmeno la resistenza fisica che gli ha incredibilmente permesso di fare tutto il concerto in giacca e cravatta (!!!) cambiando un numero incredibile di SG, in questo coadiuvato da un roadie dall’aspetto assolutamente irlandese sul cui volto il rosso dei capelli e della barba si confondevano con la carnagione evidentemente nutrita a Bramaterra, Gattinara o Coste del Sesia! L’ultmo arrivato (ma si siede li dietro le pelli già dal 2004) Neil Cooper pesta anch’egli come un forsennato, mantenendo decisamente alto il livello di adrenalina con i suoi tiratissimi rullanti.

Valeva decisamente la pena di rompere con la routine e godersi questo spettacolo, tornando a casa con il sorriso sulle labbra, senza voce e con qualche dolore in più al collo, grazie Therapy?

Therapy? Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Michael McKeegan) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Micheal McKeegan) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
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